'Amara sorpresa per gli alunni e insegnanti della Direzione didattica di Mirandola di via Giolitti (scuola primaria) e dell’infanzia al Pala Comini, al rientro dalle vacanze natalizie: aule e corridoi gelati. A 16 gradi non si studia, si resiste. Eppure è questa la temperatura che si registrava in alcune aule della scuola dove bambini e insegnanti sono stati costretti a seguire le lezioni indossando cappotti, sciarpe e guanti. Una situazione indegna di un Paese che dovrebbe garantire ambienti scolastici sicuri, salubri e adeguati all’apprendimento'. Così la segretaria del Circolo Pd di Mirandola.
'La normativa è chiara: negli edifici scolastici la temperatura dovrebbe attestarsi intorno ai 20 gradi. Scendere a 16 non è solo una questione di disagio, ma un problema concreto per la salute dei bambini, soprattutto dei più piccoli, costretti a stare fermi per ore in ambienti freddi e umidi. Raffreddori, malanni stagionali e difficoltà di concentrazione sono conseguenze prevedibili e ampiamente evitabili. Quello che rende la situazione ancora più grave è che non si tratta di un’emergenza improvvisa, ma dell’ennesimo episodio di scarsa manutenzione e mancata programmazione. Gli impianti di riscaldamento obsoleti, i continui guasti e gli interventi tampone dimostrano un disinteresse cronico verso l’edilizia scolastica, che invece dovrebbe essere una priorità assoluta per qualsiasi amministrazione - continua il Pd -.
È inaccettabile che nel 2026 si chieda ai bambini di “stringere i denti” e agli insegnanti di fare lezione in condizioni al limite della decenza. La scuola non è un luogo dove adattarsi al disagio, ma uno spazio che deve favorire crescita, concentrazione e benessere. Servono interventi strutturali, controlli seri e una manutenzione costante, non promesse rinviate o soluzioni provvisorie. Il diritto allo studio passa anche – e soprattutto – da aule riscaldate e dignitose. I bambini non possono pagare il prezzo dell’inefficienza amministrativa. Tenere una scuola a 16 gradi non è una dimenticanza: è una responsabilità che l’amministrazione Budri, forse troppo impegnata a fare foto per i social col costume di Babbo Natale, ha sottovalutato anche a questa riapertura scolastica'.


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