Anticipata a fine gennaio la rimozione dell'amianto dagli edifici abbandonati dell'ex Cartiera di San Cesario. La Collaborazione tra Comitato Rinascita Locale e ONA ha portato all’accertamento della potenzialità pericolosità del materiale.
Tra segnalazioni, esposti e documenti che testimoniano la presenza e la potenziale pericolosità di amianto soprattutto in edifici industriali abbandonati, continua l'azione, condotta dal Comitato cittadino Rinascita Locale di San Cesario sul Panaro, per il monitoraggio, la segnalazione, la denuncia e la richiesta di rimozione del vecchio materiale un tempo utilizzato soprattutto nelle coperture di capannoni ed edifici. Materiale che con il trascorrere degli anni e dell'abbandono degli edifici, si usura e si rompe, rilasciando nell’aria frammenti e polveri che inalate rappresentano un killer silenzioso per la salute umana. Contro questo nemico invisibile a San Cesario il comitato rinascita locale, unito recentemente all’Osservatorio Nazionale Amianto sezione di Carpi ha ottenuto un altro importante risultato sull’ex cartiera, complesso industriale a rischio di inquinamento ambientale inserito a poca distanza dal centro del comune e ad una scuola. Qui la rimozione programmata dell’amianto, seguita ad una segnalazione dello stesso comitato, e prevista nei prossimi anni, è stata accellerata.
Nel video, le immagini del complesso ex industriale e le dichiarazioni di Mirco Zanoli ed Andrea Rossi
'ome affermato nero su bianco nella relazione AUSL, abbiamo ottenuto di anticipare la bonifica di due anni rispetto alle carte prodotte tre mesi fa dai tecnici incaricati dall’azienda e fatte proprie dal Comune. Si è cosi confermato il giudizio nostro e dei tecnici di ONA, evidentemente la criticità è apparsa concreta e la situazione non procrastinabile - spiega con entusiasmo in una nota Rinascita Locale - Possiamo quindi asserire, senza timore di essere smentiti, che Rinascita Locale sia la formazione politica più attiva e più risoluta nella storia del nostro Comune sul fronte lotta all’amianto, in un anno e mezzo spazzati via dalle nostre vite circa 5000 mq di amianto in pessimo stato di conservazione, il risultato di oggi ne è l’ennesima conferma'.

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