Il miracolo è compiuto. Erano in molti a pensare che non avremmo più avuto la gioia di rivedere uno dei più grandi esemplari di Fraxinus excelsior della Regione Emilia-Romagna, quello che troneggia sul retro del seicentesco palazzo PortoVecchio, ex residenza dei Pico, a San Martino Spino di Mirandola: la tenuta, infatti, è di proprietà del Ministero della Difesa, che ha deciso di non aprirla più al pubblico.
Io però non mi sono fatto scoraggiare e sono bastate un paio d'ore, tra telefonate ed email (a carabinieri ed esercito), per far riaprire i cancelli della leggendaria tenuta mirandolese: e così stamattina, dopo appena una settimana di attesa, insieme alla determinante Nicoletta Vecchi Arbizzi (presidente dell'associazione 'La nostra Mirandola', che me l'ha segnalata), ho avuto il privilegio di attraversare il viale di ingresso, protetto da un doppio filare di trecento platani, e arrivare ai piedi del Frassino di Portovecchio, accompagnati ovviamente da due ufficiali dell'Esercito. La pianta, che troneggia sul retro del palazzo, è ancora in buono stato vegetativo e, con i suoi 4,55 metri di circonferenza e gli oltre 25 di altezza, potrebbe essere la più grande della regione e - come fonti autorevoli mi confermano - tra le maggiori della nazione.
Un giorno storico, questo: e non solo perché, se non sbaglio, è la prima volta che il monumento arboreo mirandolese viene misurato. Se è vero che il Ministero non ha intenzione di finanziare il recupero di questa storica struttura, è altrettanto possibile infatti che, con un progetto di recupero e valorizzazione credibile dell'area (e naturalmente sponsor adeguati), il destino di questa tenuta possa tornare ad essere luminoso: un'opportunità che la Bassa non dovrebbe farsi sfuggire.
Carlo Mantovani
Palazzo Portovecchio Mirandola: ecco il maestoso frassino
La pianta, che troneggia sul retro del palazzo con i suoi 4,55 metri di circonferenza e gli oltre 25 di altezza, potrebbe essere la più grande della Regione
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