'Poiché i diktat di partito vengono prima degli interessi del territorio, la maggioranza a guida Silvestri vota per l’istituzione di un “paesaggio naturale e seminaturale protetto nel medio e basso corso del fiume Secchia ai sensi della L.R. n.6/2005” e che sarà curato da un ente ad hoc con tanto di direttore. Nonostante le osservazioni di alcuni consiglieri di maggioranza alla fine viene votato - il mio è stato un deciso e argomentato no - in virtù di una presunta valorizzazione territoriale che non si sovrapporrà a chi è preposto alla sicurezza ma lo affiancherà con input -afferma Spica -. Se ciò è vero ci si chiede per quale motivo si arriva solo oggi a proporre questo ente se era già previsto dalla regione ben nove anni prima dell’alluvione. Ci si chieda anche perché la pulizia degli alvei più volte e da più parti chiesta è ancora ben lontana. Ci si chieda altresì per quale motivo già tempo fa la stessa regione fece prima nascere il progetto per poi bocciarlo, del “parco collinare/fluviale”. E non ha senso il vanto del direttore dell’ente in questione, che tale progetto è già andato in porto in altre province che non hanno avuto di certo e per loro fortuna le nostre calamità'.
'L’ente in questione controllerà anche la flora e la fauna, anche questi già in capo ad altri preposti: perché dunque creare un ulteriore organismo? Non vorrei fosse l’ennesimo poltronificio che garantirà nuovi posti al sole ai “trombati politici” targati Pd. Non è chiaro inoltre quali siano i costi, di certo saranno affrontati di volta in volta in base alle richieste di intervento che dovessero arrivare dai Comuni, che ribadisco hanno già enti cui riferirsi per il controllo e le criticità idrogeologiche, al netto del fatto che chi deve garantire sicurezza è il sindaco. Poco importa che la Comunità del Secchia - di cui Bastiglia fra l’altro non fa parte - abbia ricevuto la benedizione dell’assessora regionale al territorio Paola Gazzolo: di lei non mi fido - chiude Spica -. All’indomani del secondo terremoto - 29 maggio 2012 - sebbene tardivamente la Commissione Grandi Rischi (come mi risulta da accesso atti), comunicò alla regione Emilia che il fenomeno della liquefazione dei terreni interessò anche le basi arginali, ma non risultano riscontri da parte dell’Assessora ne tantomeno dalla regione; come nessun riscontro si ebbe al verbale della CGR del gennaio 2012.
Che diedero poi frettolosamente la colpa alle nutrie è ormai storia vecchia, come pure è vecchia la storia di quel partito che divenne una Spa che produceva comode poltrone'.
Redazione Pressa
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