'E lo so, purtroppo, per esperienza personale. Facile esprimere soddisfazioni quando tutto va bene, ma quando va male per carenza di servizi e competenze, e succede, è una sofferenza con la quale si convive, ma non facile da accettare. La politica sulla sanità traccia e governa i confini fra risorse e obiettivi da una parte, e le competenze sanitarie dall’altra. Facciamo, per favore, uno sforzo di comprensione. Il numero di parti è uno dei criteri che poi regola gli investimenti conseguenti e irrinunciabili, senza i quali i punti nascita sono strutturalmente non sicuri. La sanità come servizio universalistico gratuito, come tutti sanno, è ormai l’araba fenice - aggiunge Siena -. La Regione, di recente, ha usato la tassazione per la copertura di quella che rischiava essere una voragine finanziaria. La spesa ospedaliera deve essere coerente con la natura, che si va definendo, dei poli ospedalieri; fondamentale è la quantità di risorse per la diagnostica e per la rete territoriale dei servizi, che necessitano entrambi di maggiore spesa. La prospettiva di un nuovo ospedale a Carpi, distante da Mirandola, e la promessa di mantenere l’ospedale di Mirandola, fatta da Muzzarelli, hanno un valore limitato: con il tempo richiesto per fare il nuovo ospedale saranno problemi rinviati ai posteri'.
'L’ex sindaco di Carpi, per il nuovo ospedale, ha imposto una collocazione contraria agli interessi territoriali, quando la natura e la caratteristica, ormai definita, dei poli ospedalieri vorrebbe un unico ospedale baricentrico per tutta l’Area Nord da Carpi a Mirandola, dove troverebbe posto un Punto nascita accessibile e sicuro per tutti. Bisogna che De Pascale e il suo assessore Fabi, facciano davvero un ripensamento su questo.


