Quest’ultima si prende cura del padre e lo accudisce, nelle ore che Afro trascorre nella sua abitazione sanfeliciana. Manfredini ha iniziato a lavorare molto giovane in campagna per poi trascorre gran parte della vita lavorativa come operaio in un’azienda di San Felice. A 19 anni ha preso parte alla seconda guerra mondiale. Arruolato nel corpo dei bersaglieri, proprio come il padre ferito nella prima guerra mondiale, è stato inviato sul fronte africano.
Catturato dagli inglesi, ha trascorso sei anni in prigionia in Africa, prima di poter tornare a casa. Per il rientro in Italia, lui e altri prigionieri hanno dovuto attendere un ulteriore anno dopo la fine della guerra, perché il Governo italiano non inviava mezzi per recuperarli. La grande passione della sua vita è sempre stata la pesca. A 85 anni, in sella alla sua Vespa 50, se ne andava intrepido a pescare nel Mantovano, nel Ferrarese, nel Reggiano, anche molto lontano da casa. Afro è ancora lucido e ricorda con nitidezza gli anni della guerra e della prigionia. Ha conservato un grande appetito, mangia praticamente di tutto e non assume farmaci. Il segreto della sua longevità va forse ricercato nei geni familiari: Manfredini ha una zia paterna morta a 106 anni e due sorelle viventi entrambe 90enni.


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