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Sassuolo, 120 contenitori di rifiuti tossici abbandonati nel torrente

Sassuolo, 120 contenitori di rifiuti tossici abbandonati nel torrente

Un'azienda di Fiorano, operante nel settore ceramico, era la utilizzatrice dei materiali poi passati di proprietà. Quattro denunciati


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L'indagine era iniziata il 14 gennaio scorso quando, personale della Polizia Municipale, trovò un'ingente quantità di rifiuti speciali tra cui smalti, vernici, solventi e lana di vetro, all’interno di contenitori di plastica e metallo abbandonati in un terreno in prossimità dell’isola ecologica di via Regina Pacis e, in parte, depositati all’interno dell’alveo del torrente Fossa a Sassuolo.

Gli agenti della Municipale sono riusciti a risalire ad un’azienda di Fiorano, operante nel settore ceramico, quale utilizzatrice dei materiali che però, come poi accertato dagli agenti, attraverso un’attività di compravendita ed occultamento tra soggetti economici diversi, erano passati di proprietà diverse volte tra varie aziende.

Tramite un incrocio di dati ed informazioni acquisite, la Polizia Municipale di Sassuolo è riuscita ad individuare quattro persone che, con varie responsabilità, avevano permesso l’abbandono dei rifiuti pericolosi sia nel terreno vicino alla discarica che nell’alveo del torrente Fossa, identificando anche l’autore materiale dell’abbandono.

A conclusione delle indagini, durate più di un mese, la Polizia Municipale ha provveduto a denunciare i quattro soggetti alla Procura della Repubblica di Modena per il reato di gestione e deposito non autorizzato di rifiuti pericolosi.

I centoventi contenitori di rifiuti tossici e pericolosi sono stati rimossi e smaltiti da Hera che, ora, procederà nei confronti delle persone responsabili per il rimborso delle spese sostenute per il recupero e lo smaltimento.

 

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