Il tema è tornato centrale anche alla luce delle recenti vicende che hanno coinvolto altre discariche del territorio, come il sequestro dell’impianto di Finale Emilia, episodio che – sottolinea il comitato 'ha dimostrato quanto sia necessario rafforzare i controlli e garantire la massima trasparenza nella gestione di siti così delicati'.
La discarica di Villafranca, riaperta alcuni anni fa nonostante fosse stata considerata esaurita, ha già ricevuto una quantità significativa di rifiuti. Il nuovo progetto di ampliamento prevede ulteriori conferimenti per i prossimi anni, con volumetrie che potrebbero raggiungere complessivamente diverse centinaia di migliaia di tonnellate. 'Un impatto potenzialmente devastante per il territorio', afferma il comitato, che richiama anche 'l’assenza di adeguate schermature tra i rifiuti e il sottosuolo'.
Secondo i criteri tecnici europei, ricordano i cittadini, una discarica con oltre cinquant’anni di attività e già dichiarata a fine vita 'dovrebbe essere chiusa definitivamente e sottoposta a monitoraggio ambientale, non certo destinata a nuovi conferimenti'.
L’area dell’impianto è in comproprietà tra i Comuni di Medolla, San Felice sul Panaro, Cavezzo e San Prospero. Per questo, spiegano dal comitato, 'i sindaci Alberto Calciolari, Michele Goldoni, Stefano Venturini e Sauro Borghi hanno una responsabilità diretta nelle decisioni che riguardano il sito e nella tutela della salute dei cittadini'.
Il comitato richiama anche una frase più volte pronunciata negli ultimi anni dal sindaco di Medolla: 'Medolla e i medollesi – e la Bassa tutta, aggiungiamo noi – hanno già dato troppo'.
'Ogni primo cittadino - chiude il comitato - è garante della tutela della salute pubblica e dell’ambiente. È il momento di dimostrarlo con atti concreti'.


