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Ma è necessario che Checco Zalone salga in cattedra in Consiglio?

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Su 32 consiglieri 22 sono nuovi, ma il nuovo non giova se sono inesperti, poco informati sui compiti, sui limiti posti al loro operato anche sul piano normativo


Ma è necessario che Checco Zalone salga in cattedra in Consiglio?

In realtà, qualche sentore che 'la preparazione' dei nostri Consiglieri comunali a svolgere adeguatamente il loro compito potesse indurre a qualche preoccupazione, l'avevo già avuto, ancor quando, lontano da Modena, avevo potuto vedere solo in streaming alcuni momenti delle assemblee consigliari passate.

Ma questo sentore, da quando ho assistito di persona, come sempre in Consiglio Ombra, alla scorsa assemblea del 17 ottobre, si é trasformato in una inquietante certezza.

Con ordine. Dei 32 Consiglieri, 22 sono 'nuovi' e si trovano alla loro prima esperienza in Comune. La loro provenienza, intesa 'anche' e direi soprattutto, come appartenza ad una precedente vita ed attività in una forza politica, é assai differente. Non conoscendone personalmente una buona parte, mi sono fidato delle voci che circolano e mi é stato riferito che diversi di loro, in passato, non hanno avuto alcuna esperienza, nè di attività politica all'interno della forza politica (o di altre) che li hanno candidati e neppure di tipo amministrativo... che sò, in una circoscrizione o quartiere.

Nuovi, nuovissimi insomma, come scolaretti al loro primo giorno di scuola.

Ma, se 'il nuovo', seppure non sempre, possa essere un elemento che, almeno nell'immediatezza, evoca valutazioni positive, perchè può contare sulla stanchezza prodotta 'dal solito' e 'vecchio', in casi come questo, in cui alcune persone, assai poche rispetto a quanti rappresentano, hanno il compito di riflettere e poi adottare decisioni sulla vita di un'intera Comunità, non può che risultare un enorme handicap.

A costoro non giova di certo l'essere 'nuovi' quando ciò, come in questo caso, sta a significare inesperti, poco informati sui compiti da svolgere, sui limiti posti al loro operato anche sul piano normativo, cosi come invece sulle reali potenzialità del loro agire.

E, non giovando a loro, risulta conseguente che non sia di giovamento neppure a noi tutti.

La loro oggettiva impreparazione al compito sta risultando più che evidente dalla vacuità e ripetitività dei tanti interventi ascoltati e dalla relatività degli argomenti che chiedono che siano posti in discussione. Questioni che sono adatte e più congrue ad altri e ben precisi contesti.

Talvolta, in odore di megalomania, dibattono (come fossero all'ONU) su questioni politiche internazionali, sulle quali, oltre all'espressione di solidarietà o condanna, un Consiglio comunale può fare ben poco, in altre occasioni (come fossero in un quartiere, se funzionassero) spendono fiumi di parole per argomenti di portata assai limitata, come, ma solo per fare esempio, potrebbe essere lo svuotamento degli interrati del Manfredini, laddove basterebbe decidere tipo e marca delle idrovore. Ed in questi sforzi verbali si impegnano per tempi interninabili ... questi 'novizi' del potere locale. Anche laddove, pur non escludendo di trattarli, per certi argomenti potrebbero essere sufficienti pochi minuti. Lasciando in tempo, assai più utilmente, per prendere coscienza dei reali e concreti problemi della Comunità e tempo per valutare le scelte da adottare.

Anche per quanto riguarda gli stessi 'meccanismi' che regolano il funzionamento della macchina comunale, non può dirsi che il loro livello di conoscenza sia al top.

Di ciò, del resto, dev'essersi accorto lo stesso Presidente Poggi (se è vero che è stato lui a pensarci), che, per ovviare alle carenze, ha voluto organizzare un corso di formazione per Consiglieri, che potesse dar lumi sugli strumenti e sui modelli organizzativi comunali. Sulle 'differenze', sempre ad esempio, fra un'interrogazione ed un'interpellanza, su una delibera ed una determina, su una richiesta d'accesso agli atti ed un ordine del giorno, sul modello organizzativo del Comune, etc.

Un'idea che può anche essere risultata gradita agli interessati, che in tal modo hanno potuto evitarsi di impegnare tempo e risorse mentali in un approfondimento individuale. Ma che denota, anzi evidenzia in maniera inconfutabile, a ben riflettere, che le funzioni di un Consigliere comunale possano essere svolte, non dico da tutti i Cittadini, perché ciò é pienamente legittimo, bensì da chiunque, ma proprio chiunque ... anche se privo di conoscenze istituzionali, di regolamenti e regole, per non dire di competenze politiche. Una volta, più rozzamente, si sarebbe potuto dire 'da cani e porci'. Ed invece non è così.

Un tempo, quando la Politica era ancora un confronto di idee, le forze politiche, consapevoli della loro responsabilità, individuavano i loro candidati, al di là delle condivisioni delle linee d'indirizzo, solo dopo essersi accertati che possedessero un'adeguata conoscenza e preparazione a gestire 'il quantol di cui sopra.

Un Candidato all'elezioni, cioè, doveva possedere una buona capacità amministrativa teorica e, se possibile, anche pratica, prima ... e non dopo ... l'essersi messo a disposizione.

D'accordo, oggi le scuole e le gigantesche strutture di partito non ci sono più e certamente non è più neppure ipotizzabile che ritornino. Tuttavia, mi chiedo (e, immaginando la risposta, già m'indigno) come sia possibile che una forza politica che si presenta all'elezioni e deve scegliere una rosa di una trentina di candidati, che dovranno rappresentare centonovantamila cittadini, che abbiano l'ambizione di essere capaci di migliorarne la vita, non possano dedicare un pò d'attenzione nel verificare se 'chi' scelgono possa essere in grado di farlo veramente, con le conoscenze e competenze adeguate. Ed ancora, come possano credere che rinunciare a farlo, candidando, come hanno fatto, persone (tutte bravissime, ma impreparate al compito), non possa costituire un'ulteriore ferita, profonda e dolorosa, alla già poca credibilità della politica.

Nessuno di noi, posso immaginare, si rivolgerebbe con fiducia ad un elettricista o ad un meccanico privi di competenza e di una buona cassetta degli attrezzi. Oppure che si limitassero, all'atto dell'incarico, di dimostrarsi dispinibili ad acquisire in itinere, in seguito, quanto gli necessita per risolvere il problema per il quale gli abbiamo chiesto d'intervenire.

Nell'interesse della Città, ora non ci resta che sperare che i pochi 'vecchi' Consiglieri (che non é che siano stati 'fantastici nella consigliatura precedente, ma che certo furono meglio degli attuali) aiutino i 'nuovi' in un percorso d'apprendimento sul campo. Che li guidino, per quanto loro possibile, ad evitare inutili (e penosi) protagonismi. Interventi ripetitivi e logorroici ed un uso smodato di strumenti di controllo. La presentazione eccessiva di interrogazioni, in particolare su tematiche minori, sovente risolvibili senza necessità di coinvolgere in un dibattito l'intero Consiglio, infatti, provoca esclusivamente un allungamento dei tempi delle risposte .. che non è raro possa essere data a problema superato o risolto.

Speriamo anche, anche se finora non se ne vedono esiti, nell'utilità della formazione ricevuta tardivamente e 'a nostre spese'. Augurandoci anche che al 'modenese della strada' non sia giunta che un'eco lontana sia dell'assurdità, per dir poco, dell'aver organizzato un siffatto intervento e neppure che, sulla cattedra, sia stato chiamato, attraverso la proiezione di pezzi dei suoi film, l'arguto, ma pur sempre solo comico, Checco Zalone.

Giovanni Finali



Giovanni Finali
Giovanni Finali

Educatore e Formatore, poi Coordinatore degli Educatori professionali del Comune di Modena, ha terminato la carriera presso la stessa Amministrazione in qualità di Istruttore Diret..   Continua >>


 

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