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Nuovo Governo, il M5S non deve avere fretta

Data: / Categoria: Parola d'Autore
Autore:
La Pressa
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La fretta è funzionale esclusivamente a cercare di mettere una toppa ai guai del Pd


Nuovo Governo, il M5S non deve avere fretta

Giusto oggi, ma una settimana addietro, ci siamo svegliati quando i primi risultati elettorali stavano delineando una situazione politica del nostro Paese che secondo me, che ci avevo scommesso decine di caffé di cui il mio cardiologo mi ha imposto di sospendere il riscatto, sarebbe stata prevedibile e scontata,  ma che, tuttavia ai tanti commentatori ed a tanti dirigenti politici é sembrata un vero e proprio cataclisma, quanto meno nei numeri con cui si é manifestata.

É passata una sola settimana che ha registrato un dibattito a tutto campo, che a me, in tutta onestà, é sembrato lo svolazzare di una farfalla impazzita, accecata dalla luce. Di fronte ad uno scenario con caratteristiche differenti dalla solite, l'unico elemento che é sembrato convergente per tutti, tranne forse per chi ha vinto le elezioni, è stato quello di ritenere assolutamente urgente la formazione di un nuovo Governo e, a questo scopo, si sono addirittura evocati degli scenari catastrofici per la nostra economia, per i diritti civili che si sono faticosamente conquistati, per la salvaguardia della nostra democrazia e...  Ben é andata che sono stati evitati gli accenni alla pace nel mondo e per evitare la catastrofe nucleare.

Tutte esagerazioni ed esasperazioni, inconcepibili per qualunque mente critica che, però sono stati evidentemente ritenuti funzionali a mettere pressione e tensione a chi ha in mano la riflessione sui passi da percorrere e sul modo di compierli. Che non é 'solo' il Presidente della Repubblica, come, tanti, troppi, con un'insistenza tanto fastidiosa quanto inutile, continuano a ripetere. Ma anche chi ha vinto le elezioni.

Se si torna indietro anche solo di poco tempo, non possono essere sfuggite quelle situazioni che, di fronte ad oggettive condizioni che però potrebbero risultare irrilevanti se confrontate con quelle in cui si trova il nostro Paese post-elettorale con il terremoto che ha suscitati, che hanno visto Nazioni (più piccole ma anche più grandi) ritardare la formazione del loro Governo, per evitarsi una scelta frettolosa e non troppo convincente, che avrebbe rischiato di risultare provvisoria come la neve al sole.
Come la Spagna... il Lussemburgo che ha addirittura atteso due anni privo di Governo ed infine la Germania, che non ha partorito alcunché prima di sei mesi. Ciò nonostante, qui da noi, l'argomento della premura incombe in ogni dove.

Ma ci sono e quali sono le ragioni che impongono al nostro Paese di mettere insieme una nuova compagine governativa correndo come Speedy Gonzales? Personalmente, non ne vedo o, per lo meno, non ne vedo di quelle che siano di prima necessità per l'interesse generale. La borsa non sta andando in crisi più di quanto non stia capitando negli altri Paesi, l'economia nazionale, con il suo lentissimo processo di crescita, ha più da preoccuparsi dei dazi americani, la nostra democrazia vive assai meno problemi che non il femminicidio... nessuno attenta ai diritti civile 'raggiunti'... non sembrano esserci dichiarazioni di guerra (almeno) ai nostri confini e, salvo pretestuose affermazioni, non stiamo per essere invasi dagli stranieri. Un Governo in carica per l'ordinaria amministrazione non manca. Certo rimane il problema della disoccupazione, specie giovanile, e quello della salvaguardia dei posti di lavoro, che sono problemi, però, che, per essere affrontati con un minimo di credibilità, necessitano di azioni di un Governo forte e saldo e non certo di uno raffazzonato.

L'idea che mi son fatto, e non credo di essere l'unico, è che questa fretta, oltre ad essere conforme all'idea renziana del decisionismo rapido ed oligarchico, sia un 'qualcosa' di funzionale esclusivamente a cercare di mettere una toppa ai guai del Pd. Un Pd che, per quanto ci sia al suo interno chi pervicacemente tenta di negarlo, si trova attualmente in mezzo al guado più profondo della sua storia, con uno stizzoso segretario finto-dimissionario, con le sue truppe cammellate che hanno già cominciato a guardarsi intorno (perché, se si dovesse tornare a nuove elezioni a breve, non è detta la conferma di una rielezione) con dei riottosi 'avversari' che più che autentici competitor di un linea politica che non ha pagato (e quindi sostenitori di un progetto politico alternativo) sembrano limitarsi ad essere 'sgangherate presenze' che pretendono una resa dei conti, per aiutarsi nella digestione non ancora avvenuta dei tanti rospi che hanno dovuto ingoiare.

In una situazione del genere, mi torna in mente il Prodi di Crozza ... che stava immobile com'é immobile un semaforo che aspetta di vedere i flussi di traffico. Cosa possono fare, data questa situazione, le forze politiche che hanno vinto?

Che poi, a guardarci bene, non sono, come tutti si affannano a dire, sia 5stelle che Lega. A mio parere, quest'ultima, se é vero che ha ottenuto il risultato di superare nei consensi FI, non é che abbia ottenuto tanto altro. Non ha grandi numeri. Resta e resterà sempre confinata, se volesse governare, nel dover accettare tutti i condizionamenti che FI vorrà mettere in gioco ... e già ce lo vedo il Brunetta furioso pontificare le sue piccole perle di saggezza.

5stelle, al contrario, possono tranquillamente permettersi di aspettare, quasi come mettersi alla finestra e stare a vedere cosa succede. Se e come il PD metabolizza la sua sconfitta ed elabora il suo lutto;  se i diversi partiti della destra cominciano ad evidenziare la crisi del loro matrimonio d'interesse e 'rompono' quella finta unità che hanno vantato. Per come la vedo io, mi auguro veramente che 5stelle si convincano a farlo, evitando a se stessi ed a tutti noi la sciagura di una decisione affrettata.

Se non m'illudo, poi, a chiarire un poco il quadro delle complicate relazioni potrebbero essere le diverse anime e componenti della sinistra, che prima o poi (meglio prima) si renderanno conto che gli necessita un bagno di realtà, che gli faccia comprendere, una volta per tutte, che per loro non può essere sufficiente avere buoni argomenti per riscontrare il consenso delle 'masse'. Perché, che se ne rendano conto o no, le cose non vanno cosi come credono e gli piacerebbe che andassero. Volendo metterla in metafora come piace tanto a Bersani, si potrebbe dire che per accendere un fuoco occorre la legna (gli argomenti) un buon accendino (la capacità di argomentarli) ma, se piove a catinelle (il contesto finché resta 'incompreso') la fiamma non parte. Mi auguro che ne acquisiscano presto la consapevolezza, che la smettano di demonizzare tutti coloro che 'non hanno capito' nonché tutti coloro che hanno scelto 5stelle, tacciandoli di bieco populismo e di insufficiente capacità.

Quasi undici milioni di voti vuol dire che quasi undici milioni di persone non la pensano così e non credo proprio che tutti si siano sbagliati.

Per quanto mi è dato vedere e conoscere, può essere che 5stelle, in una buna maggioranza, incarnino già una certa idea di sinistra 'rinnovata' ... certo fuori dai consueti schemi cui (anch'io) siamo abituati da tempo. É una scommessa crederlo?  Si, lo é, e, come tutte le scommesse che si rispettano, non è certo che la si vinca. Per parte mia, sono disposto a giocarla, senza rinunciare ad alcuno dei miei valori, e cercando, al contrario, di 'contaminare' con essi i miei compagni di viaggio.

Giovanni Finali



Giovanni Finali
Giovanni Finali

Educatore e Formatore, poi Coordinatore degli Educatori professionali del Comune di Modena, ha terminato la carriera presso la stessa Amministrazione in qualità di Istruttore Diret..   Continua >>


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