Con una cerimonia ufficiale presso il cortile d'onore e con il discorso del comandante Stefano Mannino, l’Accademia Militare di Modena ha celebrato oggi il settantesimo anniversario dell’insediamento nel Palazzo Ducale
Da un lato il gonfalone della città di Modena, e dall’altro i cadetti schierati nel cortile d’onore dell’accademia, al grido di Una Acies a simboleggiare quell’unione di valori civici e militari che definiscono e danno significato, ieri come oggi, alla presenza dell’Accademia militare nella città di Modena.
Una presenza che da 70 anni, dal 8 dicembre del 1947, è nuovamente parte integrante nella storia della città. Una presenza che attraversa il passato e si proietta nel futuro quella che è stata celebrata oggi con una cerimonia ufficiale all’accademia militare, alla presenza delle massime autorità civili e militari. Sullo sfondo di quel cortile d’onore dove 70 anni fa l’allora capo di Stato il Presidente De Nicola, ufficializzava la riapertura dell’Accademia militare nella sua antica e tradizionale sede. E consegnò, nell’antistante Piazza Roma alla città di Modena la Medaglia d’Oro al Valor Militare, di cui è insignito il Gonfalone.
Una vicinanza temporale, quella delle due cerimonie che non fu casuale – ha sottolineato nel suo discorso il comandante dell’Accademia Militare Generale Stefano
Mannino - così come non casuale fu la scelta di celebrarle entrambe nel giorno sacro alla pietà cristiana, l’immacolata concezione, a volere riconsacrare l’antico Palazzo Ducale alla sua nobile missione dopo gli anni bui del periodo di occupazione nazi - fascista'Aldo fu il valore simbolico attribuito all'evento anche soprattutto per il ruolo centrale che il Palazzo Ducale aveva svolto nella lotta clandestina, unendo così ancora una volta la sua storia e quella della sua città tra le sue mura. Sotto il comando antifascista che qui si insediò dopo l'8 settembre 1943 - ha ricordato il Comandante - molti Patrioti e cittadini modenesi furono imprigionati e torturati o sentenziati a morte e oggi una lapide posta all'ingresso del comando dell'Accademia (dove si è tenuto l'omaggio con una deposizione di una corona d'alloro da parte del Comandante, del Prefetto e del Sindaco di Modena), ricorda il tributo di sangue e di eroismo pagato dai partigiani modenesi per la causa della Libertà, un tributo di sangue ed eroismo al quale non si sottrassero neppure i militari in particolare il Quadro Permanente e gli allievi ufficiali di quella che all'epoca era la regia Accademia di Fanteria e Cavalleria.
Preziosa e perfettamente lucida la testimonianza del Generale Sergio Fantoni, 92 anni, già allievo Ufficiale del 4° corso, che il 10 gennaio del 1948 vercò il portono di Piazza Roma per la frequenza al primo corso ordinario dopo il ritorno dell’Accademia a Modena. Una testimonianza di amore per la patria ed un messaggio valoriale alle nuove generazioni di fronte alle sfide del mondo moderno.
Il ritorno dell'Accademia militare a Modena
Dopo gli eventi dell’8 settembre 1943, l’attività formativa a favore degli Ufficiali dell’Esercito riprese a Lecce il 5 aprile del 1944, con la costituzione di un “Comando Speciale Regie Accademie Militari”.Il 1° dicembre 1945 l’Istituto assunse la denominazione di “Regia Accademia Militare” modificata il 19 giugno dell’anno successivo in “Accademia Militare”, a causa della trasformazione istituzionale da Monarchia a Repubblica.
Il 15 ottobre 1947, la neo costituita Accademia Militare si insediava nella sede del Palazzo Ducale di Modena; il 4 novembre dello stesso anno l’Istituto ricevette in consegna la nuova Bandiera, in sostituzione di quella già dell’Accademia di Fanteria e Cavalleria.
Video
Il discorso (versione non integrale), del Comandante dell'Accademia Militare, Generale Stefano Mannino
Il finale della cerimonia



