'Una maggioranza arroccata e incapace di ascoltare i semplici argomenti, ideologicamente impossibilitata a ragionare sulle questioni oggettive s’è buttata a capofitto in una impresa volta esclusivamente a impoverire il nostro patrimonio. Ha seguito i pifferai magici verso il dirupo: Presidente e DG di Aimag, segretario del PD provinciale e tutti i consulenti profumatamente pagati da noi (più o meno direttamente) che suonavano la musichetta che li rassicurava con i dividendi “garantiti”. Il nostro lavoro non è stato inutile e, leggendo la delibera della Corte dei Conti, troviamo tutte le nostre osservazioni, proprio quelle respinte come irrilevanti. Ora la priorità non è “tutelare l’azienda” perché si tutelano le specie in via estinzione: La priorità è risalire la china e tornare ad essere un benchmark del settore; costruire un piano industriale vero che valorizzi la società creando ricchezza per il territorio e per le persone che la costituiscono. Ci aspettiamo che il Cda che ha guidato la società vero una meta ingiustificabile, da qualsiasi punto di vista, faccia pervenire le proprie dimissioni. Il piano industriale non potrà essere stilato da chi non ha mai creduto nell’autonomia della società e dovrà essere redatto senza le ingerenze del socio privato e di minoranza che ha sempre e solo lavorato nella direzione che avrebbe voluto portare al controllo esclusivo'.
'Il PD di Mirandola continuerà a promuovere il percorso dell’autonomia di AIMAG, in linea con gli impegni presi in campagna elettorale, e ci aspettiamo che la Segreteria Provinciale ascolti l’invito al dialogo e al confronto che abbiamo sempre chiesto. Resta il fatto che il primo ' cantiere ' su cui è stata impegnatala nostra sindaca nei primi 15 mesi di governo si è concluso con un fallimento totale, una ingente perdita di tempo e denaro'.



