'Non il diritto, che sta a quest'ultima come la licenza alla libertà. Una barbarie inconcepibile per il nostro modo di pensare. Si può essere credenti o meno ma ad indignarsi, in quest'Italia divisa su tante cose, deve essere la coscienza di tutti. Come si fa ad essere così cinicamente feroci al punto da non consentire ad Alfie, alla sua mamma ed al suo papà, il diritto di poter coltivare l'ultima speranza? Questa vicenda segna un solco profondo anche tra le relazioni dei nostri Paesi. A questo punto l'umiliazione fino al sacrificio di Alfie Evans è anche un umiliazione all'Italia - afferma Aimi -. Come atto diplomatico si convochi con coraggio l'ambasciatore inglese a Roma e il Console italiano agisca in veste di giudice tutelare. La Procura di Roma deve immediatamente aprire un fascicolo perché quanto sta avvenendo in queste ore all'Alder Hey Children’s Hospital di Liverpool ai danni di un cittadino italiano non é solo grave ma orrendo'.


