Articoli Politica

'Alfie Evans, la Procura di Roma apra una inchiesta'

'Alfie Evans, la Procura di Roma apra una inchiesta'

Il senatore Aimi (Forza Italia): 'La diplomazia italiana faccia sentire la sua voce'


1 minuto di lettura


'Il giudice inglese ha decretato la morte del piccolo Alfie Evans tramite il distacco del respiratore. A presidiare la stanza 30 poliziotti. Ma nella 'notte di Re Erode' il bambino fatica a morire e sta respirando miracolosamente in maniera autonoma. A nulla sono servite le esortazioni di Papa Francesco e la concessione in extremis della cittafinanza italiana. Così, insieme alla giovane vita, vengono soffocate la speranza e la giustizia'. A parlare è il senatore di Forza Italia Enrico Aimi.

'Non il diritto, che sta a quest'ultima come la licenza alla libertà. Una barbarie inconcepibile per il nostro modo di pensare. Si può essere credenti o meno ma ad indignarsi, in quest'Italia divisa su tante cose, deve essere la coscienza di tutti. Come si fa ad essere così cinicamente feroci al punto da non consentire ad Alfie, alla sua mamma ed al suo papà, il diritto di poter coltivare l'ultima speranza? Questa vicenda segna un solco profondo anche tra le relazioni dei nostri Paesi. A questo punto l'umiliazione fino al sacrificio di Alfie Evans è anche un umiliazione all'Italia - afferma Aimi -. Come atto diplomatico si convochi con coraggio l'ambasciatore inglese a Roma e il Console italiano agisca in veste di giudice tutelare. La Procura di Roma deve immediatamente aprire un fascicolo perché quanto sta avvenendo in queste ore all'Alder Hey Children’s Hospital di Liverpool ai danni di un cittadino italiano non é solo grave ma orrendo'.

Foto dell'autore

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Udicon

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.

Articoli Correlati