Il consigliere ricorda come la vicenda sarebbe emersa a seguito di verifiche della Guardia di Finanza, che avrebbe scoperto movimenti sospetti su conti bancari intestati alla Fondazione. I fondi, secondo quanto emerso, sarebbero stati dirottati da un dipendente responsabile di area verso conti gioco personali e l’ente avrebbe sporto querela il 18 ottobre.
La Modena sottolinea inoltre che la Fondazione — pur non essendo formalmente un ente pubblico — gestisce quello che ella definisce il 'tesoretto dei modenesi' e dispone di organi di indirizzo a forte composizione pubblica, con la maggioranza dei membri nominati da Comuni, Provincia, Università, Camera di Commercio e altre istituzioni del territorio.
Nel dettaglio sui 16 consiglieri d’indirizzo iniziali 9 sono di nomina delle Amministrazioni comunali di Modena (4), Sassuolo (1), Castelfranco Emilia (1), Pavullo (1) e Provincia di Modena (2); 2 della Camera di Commercio di Modena; 3 dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia; 2 del Centro Servizi per il Volontariato; 1 dall’Arcidiocesi di Modena-Nonantola. Il numero dei consiglieri di indirizzo passa a 19, costituzione finale del Consiglio di Indirizzo, per cooptazione di altri 3 componenti eletti dal Consiglio d’Indirizzo stesso una volta attivato.
Numeri ed enti coinvolti che, secondo il consigliere, impongono 'trasparenza e responsabilità' nella gestione.
Nell’interrogazione vengono posti al sindaco Massimo Mezzetti diversi quesiti. 'Se la scoperta delle indebite sottrazioni sia avvenuta da parte della Fondazione di Modena stessa o su segnalazione della Guardia di Finanza, come dichiarato dal Presidente della Fondazione stessa, l’entità esatta dell’ammanco e la sua distribuzione negli anni, se la Fondazione di Modena abbia dato sollecita informazione dell’ammanco al sindaco o ad altri, deputati alla nomina dei consiglieri d’indirizzo, se è a conoscenza di risultati di indagini interne sulle responsabilità dirette o indirette sull’ammanco e come la Fondazione intenda tutelarsi per il recupero di quanto sottratto, se da parte degli organi deputati della Fondazione sono state fatte indagini interne per verificare eventuali responsabilità, come quelle di mancata vigilanza, oltre a quella del presunto autore dell’ammanco, e se siano stati presi provvedimenti interni verso altri amministratori o dipendenti'.
La Modena richiama inoltre l’invito della Procura della Repubblica al massimo riserbo per tutelare le indagini in corso, ma sostiene che la gravità dell’accaduto
Nella foto Maria Grazia Modena e il presidente della Fondazione Matteo Tiezzi



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