«Parliamo di una realtà che, pur essendo formalmente privata – sottolinea Pulitanò – gestisce risorse e progetti di grande rilievo per il territorio modenese collaborando stabilmente con istituzioni pubbliche come il Comune e la Provincia. È dunque doveroso che la cittadinanza sia informata in modo trasparente su quanto accaduto, sulle misure di controllo adottate e su come si intenda recuperare le somme sottratte. Non possiamo accettare che tutto resti avvolto nel silenzio o nella genericità dei comunicati di rito».
Pulitanò ha presentato una interrogazione con la quale si punta ad ottenere chiarezza su quali comunicazioni ufficiali siano pervenute dalla Fondazione, quali rapporti economici e progettuali siano attualmente in corso e quali risorse siano state trasferite tra le due realtà negli ultimi cinque anni.
«Non basta dire che la Fondazione risulta essere parte lesa – prosegue l’esponente di Fratelli d’Italia –. È necessario capire se il Comune fosse a conoscenza della situazione, se siano stati attivati controlli o verifiche e in che modo si intenda tutelare l’interesse pubblico in tutte le iniziative condivise».
Pulitanò fa poi un parallelo con il recente scandalo AMo: «Abbiamo già assistito, nel caso di AMo, l’agenzia per la mobilità, a un episodio che somma gravi irregolarità gestionali a una preoccupante mancanza di controllo e a una chiara responsabilità politica. Ora la storia sembra ripetersi per modalità e anche per gestione della vicenda. È tempo che le istituzioni modenesi imparino la lezione: serve una vera cultura della trasparenza e della vigilanza, non solo reazioni tardive quando i fatti emergono dai giornali».
«Chiediamo al Comune di Modena e alla Provincia di assumersi la responsabilità di un’informazione chiara e tempestiva verso i cittadini. La Fondazione gestisce patrimoni, progetti e risorse che incidono sulla vita della nostra comunità. I modenesi hanno diritto di sapere cosa è accaduto, chi ha controllato, chi non ha visto e cosa si intende fare per rimediare.


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