'Al momento, a oltre due anni dalla scadenza, i lavori risultano ancora in corso e il costo è lievitato da 5,3 milioni a oltre 6,1 milioni di euro. Tutto ciò è avvenuto senza che si sia proceduto a un riesame delle responsabilità o a eventuali risoluzioni contrattuali con le ditte appaltatrici', sottolineano i consiglieri regionali.
L’interrogazione punta inoltre a chiarire quale sia l’attuale stato dell’arte, il ruolo della Regione nel monitoraggio e nella gestione dell’opera, e quale sia l’effettivo ammontare delle risorse regionali erogate fino a oggi, oltre ai 3 milioni deliberati nel 2019.
Altro tema centrale è il vincolo della Soprintendenza, che ha autorizzato, come riportato negli atti ufficiali, solo il primo stralcio del progetto imponendo ben 15 prescrizioni tecniche e progettuali. 'Ci chiediamo – incalzano Pulitanò e Arletti – come sia possibile che si continui a parlare di un progetto approvato nella sua interezza, quando la stessa Soprintendenza ne ha autorizzato solo una parte, con rigide condizioni da rispettare. Non vorremmo che, dietro a formule propagandistiche, si celasse l’ennesimo caso di cattiva amministrazione e improvvisazione'.
Il documento chiede anche conto dello stato del Giardino Storico, vincitore nel 2016 del premio “Parco più bello d’Italia” e oggi in evidente stato di abbandono: 'Nonostante il suo riconosciuto valore paesaggistico e culturale, i lavori in corso sembrano limitarsi ai camminamenti, mentre servirebbe un piano organico di restauro. Anche in questo caso – aggiungono – la Regione non può limitarsi a finanziare: deve vigilare'.
Infine, nel mirino anche lo stallo del secondo stralcio dei lavori, bloccato a causa del mancato finanziamento con fondi PNRR, e mai ricalendarizzato. 'Pretendiamo chiarezza sui fondi, sulle responsabilità e sulle tempistiche – concludono i consiglieri –.


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