'Se davvero l’inappropriatezza prescrittiva è crollata portando alcune visite da 51 a 28 giorni, significa che in passato si è lavorato molto male. Più probabilmente il cruscotto dell’AUSL misura il numero di prestazioni prenotate e non quelle effettivamente prescritte. Pochi giorni fa l’Ausl di Bologna si è affrettata a smentire le voci secondo cui sotto le Due Torri si starebbe valutando di replicare il modello Modena. Una cautela comprensibile'. Lo dichiara Antonio Platis, vice coordinatore regionale di Forza Italia a margine della conferenza di ieri dell'Ausl.
'Gli indicatori utilizzati non misurano infatti il numero di prestazioni prescritte dai medici, ma quelle effettivamente prenotate dai pazienti per 1.000 abitanti. Questo significa che le impegnative non prenotate – ad esempio per liste d’attesa chiuse o tempi troppo lunghi – non vengono conteggiate, facendo apparire il sistema più virtuoso'.
'I dati raccolti mostrano inoltre una riduzione delle prescrizioni attribuite ai medici di medicina generale accompagnata però da un calo del tasso di prenotazione rispetto all’anno precedente. Un andamento che potrebbe indicare non un miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva, ma una maggiore difficoltà dei cittadini ad accedere alle visite specialistiche e agli esami diagnostici.
A incidere sui numeri – prosegue l’esponente azzurro – è anche il crescente ruolo degli specialisti che, a differenza del passato, sono chiamati a effettuare direttamente la maggior parte delle prescrizioni necessarie dopo la prima visita. Il cruscotto aziendale, inoltre, non registra tempestivamente le prestazioni effettuate fuori regione. Così finiscono per non emergere numerosi esami eseguiti in Veneto o nel Mantovano, come TAC e risonanze magnetiche effettuate a Monselice o nei centri privati e convenzionati dell’area di Poggio Rusco'.'Insomma – conclude Platis – questo sistema misura solo i treni che partono in orario e non tiene conto di tutto il resto. Per onestà intellettuale bisogna ammettere che esistono Ausl messe molto peggio di Modena, ma essere primi in una classe di asini non è certo un vanto. Purtroppo, la realtà raccontata dai pazienti è diversa: le ultime tre segnalazioni ricevute parlano di novanta giorni di attesa per un ecodoppler, tempi indefiniti per una visita geriatrica e una radiografia specifica fissata oltre i termini previsti'.


