‘A questa preoccupazione si aggiunge una riflessione più ampia sul modello di governance della Fondazione. Anche in questo caso dobbiamo rilevare come troppo spesso vengano nominate le stesse persone per periodi di tempo molto lunghi, attraversando ruoli diversi e concentrando responsabilità che avrebbero invece bisogno di un sano ricambio. La continuità non può trasformarsi in autoreferenzialità. Il caso di Tiezzi è emblematico: sindaco dal 2005 al 2010, presidente del collegio dei revisori dal 2010 al 2015, consigliere di amministrazione e vicepresidente dal 2019 al 2023, oggi presidente della Fondazione. Un percorso che denota certamente una grande esperienza, ma che proprio per questo avrebbe dovuto garantire un livello di controllo e di vigilanza ancora più elevato. Con un curriculum istituzionale di questo peso, ci si sarebbe aspettati una maggiore attenzione ai meccanismi di controllo interno e una capacità preventiva più incisiva nel tutelare l’ente e le risorse che amministra. Quando emergono ammanchi, è legittimo chiedersi se il sistema di governance sia davvero adeguato o se non sia invece arrivato il momento di ripensarlo profondamente. Azione ritiene indispensabile fare piena luce su quanto accaduto, rafforzare i controlli, chiarire le responsabilità e aprire una fase nuova per la Fondazione di Modena, basata su trasparenza, competenze e reale rinnovamento. Le istituzioni del territorio e i cittadini meritano risposte chiare e un cambio di passo concreto’.
Azione: ‘Scandalo Fondazione di Modena, serve un vero ricambio’
‘Da Tiezzi ci si sarebbe aspettati una maggiore attenzione ai meccanismi di controllo interno e una capacità preventiva più incisiva nel tutelare l’ente’
‘A questa preoccupazione si aggiunge una riflessione più ampia sul modello di governance della Fondazione. Anche in questo caso dobbiamo rilevare come troppo spesso vengano nominate le stesse persone per periodi di tempo molto lunghi, attraversando ruoli diversi e concentrando responsabilità che avrebbero invece bisogno di un sano ricambio. La continuità non può trasformarsi in autoreferenzialità. Il caso di Tiezzi è emblematico: sindaco dal 2005 al 2010, presidente del collegio dei revisori dal 2010 al 2015, consigliere di amministrazione e vicepresidente dal 2019 al 2023, oggi presidente della Fondazione. Un percorso che denota certamente una grande esperienza, ma che proprio per questo avrebbe dovuto garantire un livello di controllo e di vigilanza ancora più elevato. Con un curriculum istituzionale di questo peso, ci si sarebbe aspettati una maggiore attenzione ai meccanismi di controllo interno e una capacità preventiva più incisiva nel tutelare l’ente e le risorse che amministra. Quando emergono ammanchi, è legittimo chiedersi se il sistema di governance sia davvero adeguato o se non sia invece arrivato il momento di ripensarlo profondamente. Azione ritiene indispensabile fare piena luce su quanto accaduto, rafforzare i controlli, chiarire le responsabilità e aprire una fase nuova per la Fondazione di Modena, basata su trasparenza, competenze e reale rinnovamento. Le istituzioni del territorio e i cittadini meritano risposte chiare e un cambio di passo concreto’.
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