Il prezzo di una “sex doll”, modellata per somigliare il più possibile a un essere umano, va dai 1.500 ai 4.000 euro. La portavoce della Conferenza delle Donne democratiche Patrizia Belloi e la segretaria della Federazione provinciale del Partito democratico di Modena Marika Menozzi (nella foto), stigmatizzano però l’iniziativa commerciale.
'Ogni giorno- commentano- le donne italiane si trovano a combattere contro una cultura che le oggettifica e svilisce. L’apertura di un negozio di bambole sessuali iperrealistiche a Modena è un esempio lampante di come il mercato si adatti alle nuove sensibilità, senza però cambiare la sostanza: le donne sono ancora viste come oggetti del piacere, merce in vendita'.
Per Belloi e Menozzi, 'la vendita di questi prodotti non è una questione di libertà individuale, ma di cultura e di potere. È un modo per perpetuare l’idea che le donne siano subordinate agli uomini e che il loro corpo sia a disposizione per il piacere maschile'. Inoltre le dem rifiutano 'la narrazione secondo cui queste bambole siano un modo per prevenire gli abusi o soddisfare un bisogno di relazione e contatto emotivo. Sono invece un modo per rafforzare gli stereotipi e le discriminazioni contro le donne'. Per questo le democratiche chiedono alle istituzioni 'di prendere posizione contro l’apertura di questo negozio e di sostenere le donne nella loro lotta per l’uguaglianza e la dignità'.



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