'Esistono invece altri sistemi incentivanti, anche economici, che possono coinvolgere efficacemente i professionisti sanitari senza creare sospetti o accuse infondate (abbiamo letto in questi giorni di lezioni morali da parte di alcune forze politiche 'amiche' della sanità privata, francamente improbabili e irricevibili) - afferma Trande -. Il vero strumento di garanzia resta il protocollo o la linea guida clinica, costruita in modo condiviso tra medici specialisti, medici di medicina generale, dirigenti sanitari, infermieri, tecnici e, quando possibile, rappresentanti dei cittadini o dei pazienti. In questo modo i professionisti hanno indicazioni solide, anche dal punto di vista medico-legale, basate sulle migliori evidenze scientifiche, e i pazienti la certezza che ogni decisione sia presa “secondo scienza e coscienza”. È una strada più complessa, ma che permette di conciliare buona spesa e salute pubblica, eliminando accuse ingiuste di comportamenti prescrittivi legati a bonus economici. In definitiva, torniamo a una discussione 'di senso', abbandonando toni scandalistici: l’appropriatezza prescrittiva su base clinica, ottenuta con protocolli condivisi, garantisce qualità, sicurezza, equità e difende la sanità pubblica dall’avanzata della privatizzazione'.
A Modena medici pagati per prescrivere meno, Trande (Avs) smentisce Fabi: 'Non è il metodo giusto'
'Esistono altri sistemi incentivanti, anche economici, che possono coinvolgere efficacemente i professionisti sanitari senza creare sospetti'
'Esistono invece altri sistemi incentivanti, anche economici, che possono coinvolgere efficacemente i professionisti sanitari senza creare sospetti o accuse infondate (abbiamo letto in questi giorni di lezioni morali da parte di alcune forze politiche 'amiche' della sanità privata, francamente improbabili e irricevibili) - afferma Trande -. Il vero strumento di garanzia resta il protocollo o la linea guida clinica, costruita in modo condiviso tra medici specialisti, medici di medicina generale, dirigenti sanitari, infermieri, tecnici e, quando possibile, rappresentanti dei cittadini o dei pazienti. In questo modo i professionisti hanno indicazioni solide, anche dal punto di vista medico-legale, basate sulle migliori evidenze scientifiche, e i pazienti la certezza che ogni decisione sia presa “secondo scienza e coscienza”. È una strada più complessa, ma che permette di conciliare buona spesa e salute pubblica, eliminando accuse ingiuste di comportamenti prescrittivi legati a bonus economici. In definitiva, torniamo a una discussione 'di senso', abbandonando toni scandalistici: l’appropriatezza prescrittiva su base clinica, ottenuta con protocolli condivisi, garantisce qualità, sicurezza, equità e difende la sanità pubblica dall’avanzata della privatizzazione'.
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