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Soldi ai medici che prescrivono meno esami: i Verdi stroncano l'idea dell'Ausl di Modena

Soldi ai medici che prescrivono meno esami: i Verdi stroncano l'idea dell'Ausl di Modena

'Questo è quanto succede a Modena e fa una certa impressione anche la pallida argomentazione dell’assessore regionale Fabi che si arrampica sugli specchi'


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'Invece che premiare chi prescrive meno esami, la sanità deve formare i medici di base per metterli in grado ad esempio di fare prelievi, ecografie ed ECG, garantendo referti in tempi brevi. Questa è la medicina di comunità, quella che ottimizza tempi e competenze, quella che non fa girare come trottole i cittadini'. Così in una nota Paola Aime e Alberto Maria Galasso, portavoce Europa Verde

'Una sanità pubblica in sofferenza, il 10% dei cittadini che rinuncia alle cure perchè non ha la capacità economica di accedere alla libera professione e le liste d’attesa sono lunghissime, un uso improprio a volte persino pericoloso dell’IA, per avere un ascolto, un parere su questioni di salute, visto che il medico di famiglia, con un massimale aumentato da 1500 a 1800 pazienti, il tempo dell’ascolto lo deve ridurre sempre di più - continuano i Verdi -. Ma ecco che con mossa geniale interviene l’Ausl a dare una mano a noi tutti, cittadini con salute incerta e medici di famiglia oberati di lavoro, con un richiamo ai principi di un’etica e di una competenza medica che dovrebbero essere date per acquisite, ossia la capacità di fare diagnosi e di richiedere gli accertamenti necessari.
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Ma per farsi perdonare questo sospetto poco elegante ossia che i medici il loro mestiere non lo sappiano più fare bene, ecco la carota dopo il bastone: il riconoscimento economico, poco più di una elemosina alla questua domenicale, per ogni prescrizione… non prescritta! Questo è il massimo a cui si è arrivati per nascondere la polvere sotto il tappeto, ossia che il sistema sanitario è un gigante dai piedi di argilla che va rinforzato non solo con più fondi (la spesa sanitaria pro capite in Italia è più bassa rispetto a tanti altri Paesi europei), ma con una riorganizzazione radicale del sistema, che deve essere centrato prioritariamente per mantenere la salute, per evitare di dover cur<are malattie. Questo è quanto succede a Modena e fa davvero una certa impressione anche la pallida argomentazione dell’assessore regionale Fabi che si arrampica sugli specchi per dare una vernice di plausibilità a ciò che plausibile non è'.

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