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Bandiera comunista su stabile in disuso: troppi costi e rischi per rimuoverla

Bandiera comunista su stabile in disuso: troppi costi e rischi per rimuoverla

Il sindaco integra la risposta dell'assessore Camporota in risposta a Fratelli d'Italia: 'lo stabile e del demanio, i vigili del fuoco hanno confermato costi e rischi per rimuoverla. Non ci assumiamo questa responsabilità'


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La bandiera rossa con falce e martello continuerà, chissà ancora per quanto sul tetto dello stabile della ex casa lavoro di via Panni a Modena, ben visibile anche da lontano. Per rimuoverla, come richiesto da mesi da Fratelli d'Italia, servono procedure rischiose per l'instabilità dell'immobile che e costose che fino a ora hanno frenato, se non impedito la rimozione. Quantomeno da parte del Comune, in considerazione del fatto che l'immobile non è del Comune ma del Demanio.

 

A confermarlo è stato il sindaco di Modena che ha aggiunto particolari determinanti alle informazioni fornite dall'Assessore alla sicurezza Alessandra Camporota chiamata a rispondere all'interrogazione di Fratelli d'Italia nella quale veniva chiesta la rimozione della bandiera, ormai issata a ignoti che abusivamente frequentano l'area e lo stabile in disuso, ormai da un anno. Una questione che per gli interroganti aveva anche un significato politico legato al fatto che proprio la lunga mancata rimozione facesse pensare ad una sorta di legittimazione politica indiretta rispetto a quel tipo di bandiera rossa.

 

Il sindaco, dopo avere scambiato qualche battuta su una sua migliore conoscenza delle bandiere del partito comunista rispetto forse a quelle dei partito interrogante, ha informato che il tema non è politico ma tecnico e di sicurezza, portato come tale anche nel Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica.
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Secondo quanto riferito dal sindaco, i Vigili del Fuoco hanno comunicato che la posizione della bandiera renderebbe il raggiungimento della stessa per la rimozione, l’impiego di mezzi e procedure particolari per un costo stimato di alcune migliaia di euro. Proprio per evitare rischi agli operatori. 'Per questo, e trattandosi comunque di un immobile del Demanio - ha spiegato Mezzetti – non ritengo di assumermi la responsabilità di mandare un agente per tale operazione'.

 

Nel frattempo, il vessillo continua a sventolare intatto nonostante mesi di intemperie, mentre lo stabile è oggetto di frequenti incursioni e occupazioni da parte di ignoti, come lo stesso sindaco ha ricordato durante la discussione. La richiesta formale di intervento sarebbe stata inoltrata al demanio, stando a quanto dichiarato dall'Assessore Camporota, ma al momento non avrebbe ancora avuto esito. Da un lato, dunque, si attende una risposta del proprietario dell’immobile; dall’altro, l’amministrazione comunale non intende procedere autonomamente, alla luce dei costi e dei rischi indicati dai Vigili del Fuoco. La rimozione della bandiera, almeno per ora, resta sospesa, rinviata a data da destinarsi.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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