La sala del Consiglio di Palazzo d'Accursio era piena, per l'occasione c'era anche la sorella del cardinale, Cecilia, e lo stesso Zuppi scrive nel 'librone' delle cittadinanze onorarie a fine cerimonia: 'Grazie per questo 'noi' che mi ha accolto e che è la mia comunità'. Anche durante il suo discorso nella sala del Consiglio, Zuppi cita spesso 'il noi' e spiega ricordando la storia del patrono: 'Bologna è il mio e il nostro noi, lo ricorda san Petronio. Ha sempre la città tra le mani, ce la presenta affinché nessuno si pensi come un'isola e ci ammonisce di servirla, non di usarla. Petronio la tiene stretta' Bologna, 'ma non la possiede. Perché la ama. Protegge tutti, senza distinzioni, perché sia per tutti, a partire dai più poveri, luogo di accoglienza e di riparo. Questa è sempre stata la forza di Bologna, che ho conosciuto e ho veramente apprezzato'. Rimarca Zuppi: 'Bologna è la cultura che diventa cultura lavoro e intelligenza, accoglienza. Bologna non è una rotonda, ma un luogo d'incontro. Un vero crocevia originale e creativo, che proprio per questo si rigenera completamente e rapidamente. Non è mai la stessa, ma conserva questi caratteri profondamente perché sono radicati nell'umanesimo che qui viviamo'. Del resto, ricorda il cardinale, 'Bologna ha cambiato nei secoli tante mura e adesso le ha buttate giù, pur conservandone l'identità per non smarrirsi. Perché Bologna voleva crescere. Quando si ha paura si alzano barriere e muri, quando si guarda al futuro si abbattono. La sfida è proprio questa'.
Lepore ha sottolineato la capacità della città di accogliere rinnovandosi: 'Bologna è la città di riferimento della solidarietà e dell'impegno e non poteva che conferire questa cittadinanza onoraria a un suo cittadino, don Matteo, che per noi è molto importante ed è un punto di riferimento, il quale ci permette di tenere accesa la lanterna davanti- è la metafora del sindaco- senza lasciare indietro nessuno.
'Bologna è un esempio nel nostro paese di questo: una terra cercata da tanti come luogo di opportunità, che grazie ai suoi servizi e alla sua sanità riesce a tenere insieme la coesione sociale. È una conferma di quello che abbiamo visto anche recentemente'.



