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Bonaccini rigetta l'autonomia varata dal governo, Lega all'attacco: 'Incredibile voltafaccia'

Bonaccini rigetta l'autonomia varata dal governo, Lega all'attacco: 'Incredibile voltafaccia'

Al netto e negativo giudizio sul disegno di legge approvato dal CDM replica il deputato e segretario Lega Romagna Morrone


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Botta e risposta a distanza tra il presidente della Regione Emilia-Romagna e candidato alla segreteria nazionale del partito Stefano Bonaccini. Il suo giudizio negativo e netto già arrivato nella serata di ieri è stato ribadito questa mattina a Mattino Cinque: 'Noi come Emilia Romagna abbiamo chiesto l'autonomia ma questa è un'altra cosa, è irricevibile, intanto perchè non è stata condivisa con la conferenza delle regioni ed è molto grave'.  Pronta la replica Lega attraverso le parole del Deputato e segretario Lega Romagna Jacopo Morrone.

'Non è vero, come afferma Bonaccini, che il testo è stato elaborato senza condivisione e senza considerare le proposte avanzate a suo tempo dalle Regioni interessate. Ma anche fosse vero, a migliorare il testo non sarebbe la ‘mobilitazione’ a cui istiga Bonaccini, ma un’attività di serio confronto politico nelle sedi istituzionali. A questo punterebbe, crediamo, il segretario di un partito autorevole. Ma Bonaccini vive di propaganda, tipico capopopolo di periferia che ha preso la scena in un partito vocato all’autoconservazione, travagliato da guerre fratricide, incapace di imboccare una strada effettivamente riformista.
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Bonaccini nel 2018, neofita autonomista, chiedeva ‘più risorse trattenute alla fonte’ per la gestione delle competenze previste dalla futura autonomia differenziata e fece elaborare in Regione Emilia-Romagna studi e analisi sulla bontà dell’autonomia differenziata e sulle materie al cui interno definire i nuovi poteri della Regione: politiche del lavoro, istruzione, salute, tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, più un addendum sui rapporti internazionali e con l’Unione europea. Bonaccini sottoscrisse perfino un accordo a Palazzo Chigi sulla cosiddetta autonomia differenziata con il Governo e le Regioni Lombardia e Veneto. Oggi Bonaccini - chiude Morrone - cambia radicalmente idea non per convinzione ma per interessi momentanei. Il che la dice lunga sulla statura ideale e sulla coerenza dell’uomo politico che già si sente investito a governare le sorti future del Pd”.

Punti sui quali Bonaccini risponde indirettamente partecipando ad una assemblea PD in Campania. 'Io la richiesta di autonomia differenziata nel 2017, l'ho fatta condividendola con tutte le parti sociali, anzi scrivendola insieme a parti sociali e sindacati. La nostra proposta di autonomia differenziata, che poi è diventata la proposta di tutto il Partito democratico, e ha visto unire il sottoscritto, Michele Emiliano, Eugenio Giani, prima Nicola Zingaretti, Vincenzo De Luca, è un'idea che un'autonomia per noi non chiede più risorse.
Io ho sempre detto: non voglio un solo euro in più di quello che riceviamo, anzi, ce ne diano anche uno in meno, mi basterebbe poter gestire alcune delle risorse che arrivano direttamente sul posto e non da Roma, ma le stesse che arrivano non altre perché sarebbe un errore gravissimo che si spostassero risorse verso regioni come la mia o quelle del nord perché questo vorrebbe dire sì mettere in ginocchio il mezzogiorno'.
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