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Calo del 20% ma per il segretario Bursi il risultato delle festa è 'buono'

Calo del 20% ma per il segretario Bursi il risultato delle festa è 'buono'

Per il tesoriere Reggiani, tenendo conto del minore numero di punti di ristoro gestiti direttamente dal PD, il calo degli introiti rispetto al 2016 sarebbe di 'solo' 300 mila euro. Ma la politica sparisce dal bilancio finale e il 'buono' è ridotto a patatine e birra, unico ed intramontabile successo della kermesse


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Le numerose giornate di maltempo e la riduzione dei punti di ristoro direttamente gestiti dal PD. Queste, in estrema sintesi, sarebbero le cause che avrebbero portato ad una riduzione degli incassi della festa provinciale dell'Unità di Ponte Alto che, al netto del fattore relativo al numero inferiore di ristoranti e fast-food gestiti direttamente dal PD, ammonterebbe a 'solo' 300.000 euro. I calcoli, fatti e resi noti dal tesoriere PD e dal segretario provinciale,  non sono ancora precisi ma rispetto al 2016 tutto ciò equivarrebbe, per la festa provinciale del PD, ad una riduzione tra il 15 ed il 20% degli incassi.

Visto così, semplicemente perché è così come lo leggiamo, il bilancio della festa dell'Unità dalle parole del segretario provinciale PD (che ha scelto i giorni della festa per annunciare che non si ricandiderà alla segreteria), si riduce a nulla di più di un calcolo simile a quello di un ristoratore a fine serata, sopreso e deluso dalla pioggia che ha ridotto l'affluenza di clienti nella veranda estiva. Con tanto di conteggio dei chilogrammi (6000), di patatine fritte servite, e di litri di birra (15.000) versati.

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Da integrare con mille chili di mozzarella per pizza, 5mila piadine, 3.500 chili di costato e 900 chili di fiorentine, 750 chili di riso e 370 chili di farina per fare la polenta.  La festa provinciale dell'Unità, dalla nota ufficiale della Segreteria, è questa.

Numeri da mega-ristorante che nascondono i numeri, anche più facili da mettere in fila, che certificano il crollo dell'affluenza negli appuntamenti politici, in termini inversamente proporzionali alla loro teorica importanza. Dal Ministro del Lavoro Poletti al ministro dell'istruzione e dell'Università (che non ha fatto l'Università) Fedeli, mai si erano visti flop così clamorosi. Che certificano non solo la disaffezione delle persone ma (e questo è il segnale politico che dovrebbe fare riflettere), dello stesso PD. Che anche agli appuntamenti più importanti mancava con i suoi eletti, con i suoi quadri, con la sua rappresentanza istituzionale (eccezione fatta e già riconosciuta, del Sindaco Muzzarelli, pronto ad applaudire anche in solitaria in una spesso deserta primafila).

E forse è proprio per questo che segretario e tesoriere, nel bilancio di finale di una festa per la quale, lo ripetiamo, va dato atto del primato dell'organizzazione, si omette totalmente un bilancio politico (il più importante per un partito), riducendo il tutto a pizza, patatine fritte, luna park e barzellette.

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