Il problema è che il regolamento comunale sulle missioni del Comune di Carpi sembra scritto apposta per evitare questo tipo di viaggi a carico dei contribuenti. Sono ammesse attività fuori Carpi solo se direttamente collegate al mandato: convegni e riunioni attinenti all’amministrazione. E l’articolo 4 esclude espressamente “la promozione all’estero di attività imprenditoriali” e più in generale “lo svolgimento di compiti di rilievo internazionale”, perché non compresi fra le funzioni degli enti locali.
Non è una precauzione inventata dal Comune di Carpi, per limitare i mitici viaggi a Cuba per promuovere la carpigianità: è la giurisprudenza della Corte dei conti. Con sentenze che partono dal 2008, contro comuni che avevano organizzato per anni missioni all’estero per incontri diplomatici, culturali e soprattutto per sostenere artigianato e piccole e medie imprese locali. I giudici hanno spiegato che ai comuni è preclusa una propria attività ordinaria di politica estera e di promozione imprenditoriale internazionale. Nel 2011 la sezione siciliana condannò sindaco e amministratori per una missione di consiglieri a Barcellona finalizzata a far conoscere l’arancia rossa. La Corte scrisse che la promozione dei prodotti all’estero non rientra nelle funzioni tipiche del Comune e giudicò l’iniziativa vaga, isolata e non riconducibile a programmi dell’ente. La giurisprudenza pretende tre cose: la missione deve avere una finalità che rientra nelle competenze dell’ente; devono andarci persone le cui funzioni sono coerenti con quella finalità; e soprattutto deve essere provabile l’utilità effettiva ottenuta dal Comune. La Corte precisa che non basta neppure la semplice rispondenza astratta ai fini istituzionali se poi non è riscontrabile il vantaggio conseguito dall’ente. Non basta insomma mettere la parola “istituzionale” davanti alla missione.
Per questo dopo il primo articolo qualcuno più attento, in Comune, sarà sobbalzato sulla poltrona. Prontamente la stampa corregge il tiro e “delinea con più precisione i contorni della missione”, con tutta una seconda parte molto più istituzionale: incontro con le autorità di Shanghai; visita alle scuole, studio dei servizi avanzati per la gestione della città; volo a Nanchino per l’Università; forum scientifico e tecnologico.
Alla fine stiamo parlando di due biglietti aerei da 1'200 euro: la delibera stabilisce infatti che vitto e alloggio sono a carico delle istituzioni cinesi. Non potevano banalmente pagarsi il volo da soli?
Magath


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