Si chiama Federica Zanasi ed è la ragazza che ieri, da sola, con solo un amico accanto, ha esposto durante il comizio di Salvini a Vignola un cartello di protesta ('Politicizzare una festa di bambini è da pezzenti'). Per la sua protesta è stata insultata e spintonata da alcuni militanti Lega presenti.
Riportiamo due video da lei stessa pubblicati e il suo racconto affidato ai social.
'Ogni Vignolese sa che Bambinopoli è un po' come un'Epifania estiva, perché è quella domenica dell'anno che segna 'ufficialmente' la fine delle vacanze e il rientro in città. È un weekend di festa dedicato ai bambini dove associazioni di volontariato e sportive del territorio si mettono in campo per instillare i valori dell'altruismo e dell'aiuto reciproco, l'educazione allo sport e all'alimentazione, della salute e del rispetto dell'ambiente nei piccoli che si apprestano a tornare a scuola. Ecco, quest'anno è stato scelto di strumentalizzare una manifestazione che per definizione e target è sempre stata –e dovrebbe rimanere– fuori da ogni gioco politico, approvando il comizio del leader della Lega Matteo Salvini durante il secondo giorno della manifestazione. Non condividendo questa scelta piuttosto becera dell'amministrazione, ieri ho deciso di esprimere il mio dissenso, presentandomi all'evento con un cartellone.
'Ingenuamente, per quanto acceso un dibattito politico si possa fare, mi ero recata tranquilla nel trovarmi nella mia città, nella mia casa, tra le mie persone. Insomma, pensavo di potermi trovare al sicuro. Ma così, ahimè, non è stato - afferma Federica Zanasi -. Forse la discussione dovrebbe ripartire da qui: ci si potrebbe interrogare sul perché le stesse persone che (giustamente) chiedono sicurezza, ordine e decoro per la nostra Vignola, siano le stesse che, senza mettersi alcun problema, circondino, insultino, facciano cori, spintonino e tirino pugni a una ragazza, sola e che per età potrebbe essere loro figlia, solamente perché esprime in maniera civile la propria idea.
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2. Il secondo è un bel potpourri. C'erano ancora alcuni di quelli che mi avevano circondata e che con gli ombrelli colpivano e cercavano di coprire il cartellone. Mi avevano accerchiata, non mi lasciavano muovere e mi spintonavano. A 0.30 una signora porge sostegno all'amica, 'dai Lucilla, vacci addosso, vacci addosso' e l'amica, di tutta risposta, mi spintonava mentre cercava di mettere un cartellone della Lega davanti al mio per coprirlo. Verso 0.40 si sente un colpo, è uno dei tanti pugni al cartellone che hanno tirato, da parte della stessa signora che si distinguerà poco dopo (*). A 1.10 due signori iniziano a dire di volermi fare il solletico e 'fanno le finte' Mentre dicono così, a 1.13, la signora di poco prima* tira un altro pugno, stavolta addosso a me, tanto che uno dei signori del solletico si blocca e si premura di dire che 'questo non sono stato io'. A 1.43 mi tirano un altro pugno sulle braccia, era sempre la stessa signora che mi girava intorno e quando si trovava alle mie spalle mi colpiva, questa volta incitata da una delle presenti a suon di 'ancora, ancora'.
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'Ecco, vorrei che il messaggio che passasse è che si può discutere, si può litigare e ci si può scaldare quanto si vuole quando si parla di politica , ma questo non giustificherà mai la violenza e gli abusi verbali - chiude la ragazza - Nel mio piccolo, quello che ho imparato è che anche trovandoci a Vignola, se vuoi esprimere il tuo dissenso è meglio che non lo fai da sola o rischi di farti male (un grazie infinito ai ragazzi che non conosco e che si sono uniti difendendomi) e che, da oggi, probabilmente ci penserò due volte prima di salutare i Vignolesi che non conosco solo perché ne incrocio lo sguardo al bar, in stazione o per strada'.



