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Case di riposo Modena, 10% del personale sanitario è Covid positivo

Case di riposo Modena, 10% del personale sanitario è Covid positivo

Pelloni (Lega): 'Come si fa a pensare a una ?fase 2à avendo come priorità la salute e la sicurezza dei lavoratori se non si fanno tamponi a tappeto?'


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'Trentacinque operatori positivi su 356 refertati: è il dato pubblicato dalla Conferenza territoriale sociale e sanitaria della provincia di Modena relativo allo screening effettuato sugli operatori delle Cra (Casa residenza anziani). E' un dato altissimo, circa il 10% di coloro che lavorano a contatto con le persone più anziane, e dunque più fragili, del nostro territorio sono risultati positivi al Covid-19. Se consideriamo che il totale degli operatori socio-sanitari che operano nelle Cra modenesi sono 2.500, si riesce comprende come la situazione nelle case di riposo e in quella delle famiglie degli operatori possa diventare esplosiva'. Il consigliere della Lega, Simone Pelloni, a margine della Commissione regionale Sanità riunità ieri, rilancia 'la necessità che la Regione faccia di più in termini di prevenzione'.

'Ieri in Commissione gli esponenti della maggioranza Pd hanno enfatizzato il dato relativo all'aumento dei posti di terapia intensiva in regione, ovviamente evitando di assumersi la responsabilità della chiusura dei presidi ospedalieri periferici avvenuta negli ultimi anni su tutto il territorio emiliano-romagnolo (emblematiche le vicende dei punti nascite di Pavullo, Castelnovo Monti, Borgotaro).

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Dopodiché non hanno considerato come l'ospedalizzazione dei malati debba essere considerata come extrema ratio, mentre è sulla prevenzione che occorre concentrare gli sforzi' attacca Pelloni.

'Come si fa a pensare a una “fase 2” avendo come priorità la salute e la sicurezza dei lavoratori se non si fanno tamponi a tappeto? L'Emilia-Romagna, seconda regione per numero di persone positive e decessi, ha effettuato meno della metà dei tamponi del Veneto, e questo è un dato tutt'altro che rassicurante. E' venuto il momento che Stefano Bonaccini e la sua giunta si attivino seriamente, lasciando per un momento da parte i proclami, nei fatti disattesi, come quello fatto il 20 marzo scorso dal governatore che aveva promesso più di 5mila tamponi al giorno, partendo dal personale sanitario. Il momento è decisivo – conclude Pelloni -: o si comincia a far prevenzione sul serio, o la “fase 2” sarà una strage'.

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