'Nel 2024 la realtà è stravolta, nei fatti è un magazzino per l'associazione Via Piave e dintorni. Nessun presidio, addirittura capita, come nella giornata di sabato, che mentre i rappresentanti dell'associazione stanno svolgendo le loro attività, alcuni tossicodipendenti siano impegnati nel consumare stupefacenti, proprio dietro il chiosco. Difficile pensare che non se ne siano accorti, anche perché alcuni residenti mi hanno confermato che è la quotidianità. Questo sarebbe un presidio? Il Comune, proprietario del chiosco, lo affidi a chi è in grado di mettere in atto attività di controllo e monitoraggio reale di quello che accade nella zona o lo abbatta, vista la sua inutilità. Peraltro anche la sua versione casa dei rider non mi pare sia stato un successo. Passano gli anni e dal Comune di Modena si contano solo le promesse e i successivi flop' - chiude Spaggiari.
'Chiosco Caduti in Guerra, da presidio sicurezza a luogo di spaccio'
Manuela Spaggiari: 'Incredibile fallimento, i volontari di Via Piave e dintorni non si accorgono di nulla?'
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