'Nel 2024 la realtà è stravolta, nei fatti è un magazzino per l'associazione Via Piave e dintorni. Nessun presidio, addirittura capita, come nella giornata di sabato, che mentre i rappresentanti dell'associazione stanno svolgendo le loro attività, alcuni tossicodipendenti siano impegnati nel consumare stupefacenti, proprio dietro il chiosco. Difficile pensare che non se ne siano accorti, anche perché alcuni residenti mi hanno confermato che è la quotidianità. Questo sarebbe un presidio? Il Comune, proprietario del chiosco, lo affidi a chi è in grado di mettere in atto attività di controllo e monitoraggio reale di quello che accade nella zona o lo abbatta, vista la sua inutilità. Peraltro anche la sua versione casa dei rider non mi pare sia stato un successo. Passano gli anni e dal Comune di Modena si contano solo le promesse e i successivi flop' - chiude Spaggiari.
'Chiosco Caduti in Guerra, da presidio sicurezza a luogo di spaccio'
Manuela Spaggiari: 'Incredibile fallimento, i volontari di Via Piave e dintorni non si accorgono di nulla?'
Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.
Carpi, l'ex sindaco Bellelli lascia la Regione: nuova vita dopo l'esilio imposto da Righi
Furti a raffica a Castelfranco, il segretario Pd: 'Colpa del Governo'
Spallanzani Vignola, una settimana fa taglio del nastro: oggi nella nuova scuola da 3,9 milioni piove dentro
Lezioni di Islam al Fermi, il Pd di Modena difende la scelta: 'Così si educa al rispetto'
Articoli Recenti
L'emorragia di infermieri non si ferma: all'Ausl altra raffica di dimissioni
Sassuolo: controlli antidroga davanti alle scuole, il cane poliziotto scova hashish
'Modena, festa dell'Unità al Parco Amendola: scelta imbarazzante'
Freccette: Laura Martinelli convocata in nazionale



