'Abbiamo depositato un’interrogazione volta a comprendere il numero di richieste di intervento da parte dei cittadini raccolte direttamente al chiosco dal 30/12/2023 al 30/06/2024; quali tipologie di richieste si sono registrate direttamente al chiosco e quante volte è stato utilizzato il pulsante SOS presente e utilizzabile nelle ore di chiusura del presidio. Questo per comprendere se sia davvero necessario, a nostro avviso no, continuare a bloccare agenti all’interno dell’ex edicola in determinate fasce orarie utilizzando risorse che secondo noi andrebbero impiegate diversamente. Non a caso chiediamo quanti siano gli interventi e le richieste specificate dai modenesi direttamente al punto di piazza Matteotti e non quelle che hanno ricevuto gli agenti di Polizia Locale giunte attraverso la sala operativa che poi, come da prassi, informa gli operatori sul territorio'.
'È giusto evidenziare, prima di qualsiasi strumentalizzazione politica, che non siamo contrari ai presidi fissi ma la nostra contrarietà su questo presidio è sul come sia stato pensato e su come sia stato gestito fin dal primo giorno. È bene ricordare che quella che per noi nasce come operazione prettamente propagandistica, è costata ai modenesi più di 50.000 euro di fondi pubblici oltre che l’aggressione a due volontari a meno di 24 ore dall’inaugurazione del punto in questione. Le risorse messe in campo potevano essere investite in dotazioni o specifiche attenzioni necessarie in quella che è la lotta alla criminalità. Altro aspetto che ci continua a vedere contrari è quello dell’impiego di volontari (che ringraziamo ma che dovrebbero svolgere attività meno direttamente a contatto con i possibili rischi) senza nessuna formazione e nessun titolo all’interno di un presidio che dovrebbe occuparsi di sicurezza. Continuiamo ad evidenziare, nell’attesa della risposta alla nostra interrogazione, come il punto di piazza Matteotti sia il monumento all’approccio ideologico che per anni si è registrato a Modena nella gestione del contrasto all’illegalità. Un tipo di approccio che non possiamo più permetterci' - conclude Negrini.



