Si possono riassumere in questi tre appelli i messaggi, riassunti in grandi striscioni, che accompagnano il corteo di centinaia di cittadini organizzato dal comitato civico 'Modena merita di più', sull'allarme sicurezza in città.
'Nell'ultimo consiglio comunale dove si è parlato anche di noi avevamo chiesto alla politica di ogni schieramento di essere presente oggi con una rappresentanza, qui con noi. Purtroppo non c'è nessuno. Noi non critichiamo la politica la vogliamo qui insieme a noi, come lo sono le forze di Polizia, perché solo dalle istituzioni e dalla politica la nostra voce, le nostre denunce, la nostra rabbia, le nostre proposte tradursi in azioni per cambiare' - afferma Mattia Meschieri referente del Comitato.
Il corteo è partito poco dopo le 10 dalla sala Pucci – lo stesso luogo dove, circa sei mesi fa, il comitato ha mosso i primi passi – per poi snodarsi lungo via Canaletto Sud, via Canaletto Nord e via Attiraglio, attraversando il parco XXII Aprile.
In testa e nel cuore della manifestazione, tre grandi striscioni che riassumono le richieste del comitato: richiamo alla politica alle proprie responsabilità, sostegno alle forze dell’ordine – salutate con un lungo applauso – e certezza della pena con leggi più incisive. Attorno, tanti piccoli cartelli portati dai singoli cittadini, molti arrivati dai diversi quartieri modenesi.
Quando il corteo approda nell’anfiteatro del parco XXII Aprile, inizia il momento delle testimonianze libere. Qui, oltre agli interventi dei promotori del comitato – Mattia Meschieri, Liliana Ferrari, Stefano Soranna che insieme a Camillo Po hanno dato vita al Comitato mesi fa – numerosi cittadini hanno raccontato episodi concreti di degrado e insicurezza che segnano la vita quotidiana di diversi quartieri. Anche solo nelle ultime ore e giorni.
“Ogni giorno sentiamo parlare di provvedimenti di divieto di dimora per chi delinque – ha detto al microfono Liliana Ferrari – ma in realtà siamo noi cittadini a rischiare di avere un divieto di dimora nella nostra stessa città”.
Sono emerse segnalazioni e racconti di spaccio e bivacchi lungo via Nicolò dell’Abate, dove proprio ieri i Carabinieri sono intervenuti nell’area stazione treni, dove il referente del comitato, Mattia Meschieri.
Un altro intervento ha richiamato invece l’attenzione sul cimitero di San Cataldo, dove – ha raccontato un cittadino – “alcuni stranieri senza fissa dimora, dopo essersi appoggiati al centro di accoglienza Porta Aperta, si accampano e bivaccano tra le tombe, arrivando persino a orinare sui monumenti funerari. Una volta denunciato il tutto anche ai funzionari comunali la risposta ricevuta è stata una mail che sembrava sganciata dalla reltà. Come se le presenze fossero note e rappresentassero un problema con cui convivere'.
Un momento di partecipazione civica in cuii cittadini hanno denunciato con forza l’assenza della politica, accusata di non ascoltare e di non voler vedere la realtà.
“Ci sentiamo soli – ha commentato una cittadina dal microfono – le istituzioni e i politichi che dovrebbero rappresentarci a ai quali abbiamo chiesto di essere qui, non ci sono.
Unico consigliere comunale presente, Andrea Mazzi, della Lista Modena in ascolto, intervenuto al microfono per ribadire e rinnovare il proprio sostegno alla mobilitazione dei cittadini, ricordando alcuni atti presentati contro il degrado di aree ed edifici della città al centro di episodi di cronaca.
'In Consiglio Comunale ci sono stati consiglieri che hanno ammesso di non conoscere e di volere approfondire il caso Drop-In, il centro assistenza per tossicodipendenti aperto in area Sacca che tanti problemi sta creando e che da mesi è al centro della nostra azione e delle nostre denunce, presentate anche in incontri pubblici'.
Dal parco XXII Aprile il corteo ha proseguito, percorrendo via Toniolo, fino a viale Gramsci, dove per la prima volta dopo anni il traffico è stato interrotto per consentire il passaggio del fiume di persone che lo ha attraversato al grido di “Vogliamo sicurezza, più sicurezza!”. Da lì, i manifestanti hanno poi ripercorso via Canaletto Sud in direzione opposta, fino a fare ritorno in Largo Pucci, dove l’iniziativa si è conclusa poco prima delle 12. .
'Per qualcuno eravamo pochi, per altri tanti – ha commentato un partecipante – ma oggi Modena ha fatto sentire la sua voce. Una voce unita, quella di chi non si rassegna, di chi ama la propria città e chiede una politica finalmente presente, capace di ascoltare e di agire. Per la sicurezza di tutti'.
Gi.Ga.



