La criticità più evidente riguarda proprio la rete trauma, dove l’indice regionale si ferma a 0,31, ben al di sotto della media nazionale di 0,59 e lontanissimo dal Veneto, che guida la classifica con un punteggio di 0,89. Questo dato riflette una serie di problematiche strutturali che stanno mettendo in difficoltà il sistema: i pronto soccorso risultano sovraccarichi, con tempi di attesa che spesso superano le quattro ore, e un tasso di abbandono in crescita, segno che molti pazienti rinunciano alle cure per l’eccessiva attesa. A questo si aggiunge una carenza cronica di personale medico e infermieristico, particolarmente acuta nei turni notturni e nei fine settimana.
Meglio la rete cardiologica ma soffrono le aree periferiche
Sul fronte della rete cardiologica, l’Emilia-Romagna mantiene una struttura solida e ben organizzata. La presenza di centri HUB e SPOKE, la collaborazione tra il servizio 118 e i reparti di emodinamica, e l’adozione di protocolli condivisi permettono una risposta tempestiva nella maggior parte dei casi. Tuttavia, anche in questo ambito non mancano le ombre. Le aree montane e rurali soffrono per tempi di trasporto troppo lunghi verso i centri attrezzati, e nei giorni festivi si registra un lieve aumento della mortalità intraospedaliera, segno che la copertura non è sempre omogenea.Rete ictus
La rete per l’ictus mostra risultati nella media. Le Stroke Unit sono presenti nei principali ospedali regionali e i protocolli per la trombolisi e la trombectomia meccanica sono ben rodati. Tuttavia, i tempi di accesso alla trombolisi restano migliorabili, soprattutto nelle province con minore densità ospedaliera. Anche i trasporti secondari, cioè i trasferimenti da ospedali spoke a centri hub, presentano ritardi che possono compromettere l’efficacia dell’intervento.Forza Italia (Vignali, Platis, Giacobazzi): 'Preoccupanti i dati per l'alta mortalità da infarto a Modena e Reggio'
'Preoccupano i dati per l’alta mortalità per infarto a Modena e Reggio Emilia. Tutta l’Emilia-Romagna, comunque, arranca su rete trauma dove è ultima tra le Regioni e le province autonome. Criticità anche su abbandoni e tempi di permanenza nei pronto soccorso sui quali è stata significativamente distanziata dal Veneto. Agenas ha certificato che il nostro servizio sanitario regionale sta perdendo colpi'.'I dati appena pubblicati riguardano una ricerca dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali – ha proseguito Vignali – L’indice delle reti tempo-dipendenti per trauma allo 0,31 è decisamente sotto la media nazionale che è 0,59. Un abisso a confronto del Veneto che è allo 0,89. La distanza con il servizio sanitario veneto è ancora più marcata per quanto riguarda i pronto soccorso: in Veneto gli abbandoni sono all’1,39 % e i tempi medi di permanenza si attestano a 3 ore e 54 minuti mentre in Emilia-Romagna gli abbandoni sono al 6,09 % e il tempo medio di permanenza è 4 ore e 45 minuti. La segnalazione su quest’ultimo dato è che sono particolarmente critici i tempi di permanenza soprattutto per i casi più urgenti. Quanto alla mortalità per infarto miocardico acuto a 30 giorni dal ricovero le province di Modena e Reggio Emilia registrano un tasso di mortalità che varia dal 6,5 all’8 %. Un dato piuttosto alto e quindi preoccupante. Come già ho evidenziato c’è una chiara sofferenza nel settore dell’emergenza urgenza nel suo complesso.
“Non è un caso che le province con la mortalità per infarto miocardico acuto più bassa siano anche quelle meglio servite dal punto di vista dei mezzi di soccorso avanzato – hanno incalzato un altro esponente di Forza Italia, il vice coordinatore regionale Antonio Platis e il coordinatore provinciale Piergiulio Giacobazzi che nel merito hanno sottolineato
'C’è un’automedica ogni 57.408 abitanti a Parma, 93.133 a Bologna e 87.859 a Ferrara. Al contrario, nella provincia di Reggio Emilia il rapporto è di un mezzo ogni 133.729 cittadini e a Modena addirittura uno ogni 175.411 residenti. Questi dati confermano quanto denunciamo da tempo: le automediche sono indispensabili per garantire un lavoro d’equipe, come previsto da Agenas. La rete del 118 non va ridotta, ma potenziata, per assicurare a tutti i cittadini lo stesso livello di assistenza e sicurezza'.
A fronte di questi dati, il consigliere regionale Pietro Vignali (Forza Italia) ha presentato un’interrogazione urgente in Assemblea legislativa, denunciando il progressivo deterioramento della sanità emiliano-romagnola. “Il rapporto AGENAS è impietoso - affermano il consigliere regionale con il Vicecoordinatore regionale e Coordinatore provinciale Piergiulio Giacobazzi. 'L’Emilia-Romagna, un tempo modello di eccellenza, oggi si trova in fondo alle classifiche per la rete trauma e per l’efficienza dei pronto soccorso.



