'La direzione sanitaria, fianco a fianco delle amministrazioni, è impegnata in una riprogettazione di ampio respiro, capace di interpretare i bisogni delle comunità e di rispondere alla crescente domanda di prossimità e di superamento delle criticità che oggi mettono sotto pressione la sanità pubblica: dalle liste d’attesa alla carenza di personale, fino a costi in costante aumento a fronte di risorse che si riducono. È un quadro aggravato dalla mancanza di adeguati investimenti da parte del Governo centrale, che da anni non destina alla sanità pubblica fondi sufficienti a garantire stabilità e programmazione di lungo periodo. In questo momento storico di grande difficoltà la politica è chiamata a una grande responsabilità: dare indirizzi chiari e compiere scelte coraggiose, che guardino al futuro e al bene collettivo'.
'Tra queste scelte c’è innanzitutto la necessità di superare divisioni territoriali e contrapposizioni che per troppo tempo hanno condizionato il dibattito sulla sanità nei territori a nord della provincia di Modena. I distretti che ruotano attorno a Carpi e Mirandola non devono essere considerate realtà in competizione: l'Ospedale Ramazzini e il Santa Maria Bianca sono strutture entrambe indispensabili, che ospitano professionisti di altissimo livello, le cui competenze rappresentano un patrimonio prezioso e complementare all’interno di un sistema sanitario integrato. L’ipotesi di un unico ospedale baricentrico – sottolineano Righi e Poletti – è ormai superata e oggi non realizzabile. Una scelta di questo tipo finirebbe per sottrarre servizi ai comuni capo distretto, aumentando le distanze per i cittadini e riducendo l’attrattività stessa della struttura. Come un nuovo ospedale su Carpi che fagociti quello di Mirandola non può essere permesso né giusto'.
Per dare concretezza a questa visione, i due sindaci annunciano che, nei rispettivi ruoli, chiederanno a breve un incontro ufficiale che metta attorno allo stesso tavolo i sindaci dei due distretti insieme alla Direzione generale dell’AUSL di Modena, portando poi la discussione all’attenzione della Conferenza Territoriale Socio Sanitaria (CTSS).


