'La posizione del sindaco Mezzetti e dell’assessore Camporota con il coro al seguito delle associazioni femministe sull’iniziativa promossa da Atheagruop sui profili giuridici e psicologici dell’aggressività femminile, ha il sapore amaro della censura e dell’incapacità di accettare confronti che non vedano la partecipazione delle realtà da sempre amiche della sinistra modenese e che hanno il monopolio nell’affrontare il tema della violenza in ambito familiare. E così scatta la censura a scopo preventivo e si grida allo scandalo senza nemmeno provare a capire come verrà affrontato l’argomento'. Cosi Elisa Rossini vicecapogruppo in Consiglio comunale per Fratelli d’Italia.
'Dobbiamo ricordare che ad esempio l’Associazione Casa delle Donne dal 2019 ha in concessione a titolo gratuito Villa Ombrosa, immobile di proprietà del Comune situato in Strada Vaciglio. La concessione a titolo gratuito è stata deliberata dalla giunta una prima volta nel 2019 e una seconda volta nel 2025 con un rinnovo della durata di sei anni fino quindi al 30 giugno 2031, senza per altro – da quanto ci risulta – pubblicazione di avviso per consentire la presentazione di richieste da parte di soggetti interessati come invece previsto dal Regolamento per la concessione in uso di beni immobili di proprietà comunale a terzi.
A ciò si aggiunga che altre associazioni femministe hanno in essere convenzioni con il Comune di Modena. L’ Associazione Casa delle donne contro la violenza ha in essere una convenzione dal 2021 e dal bilancio sociale dell’associazione emergono ricavi dal Comune di Modena pari ad oltre 200mila euro e somma simile risulta impegnata dal Comune per il 2025. L’Associazione Gruppo Donne e Giustizia ha anch’essa in essere una convenzione di durata triennale che prevede l’erogazione da parte del Comune che prevede un compenso di 75.000 euro. L’Associazione Centro documentazione donna ha in essere una convenzione triennale con il Comune che prevede l’erogazione della somma di 30 mila euro per ogni anno', spiega Rossini recuperando in parte i dati pubblicati ieri da La Pressa.'Non è nostra intenzione mettere in discussione il meritevole lavoro di queste associazioni – anche se in alcuni casi non ne condivide l’ispirazione e neppure le modalità di affrontare i temi – ma a fronte di un tale dispendio di denaro da parte del Comune di Modena tutto concentrato da anni su queste realtà, che male può fare un convegno a cui partecipano relatori qualificati in vari ambiti e soprattutto come è possibile giudicarne a priori i contenuti?
'Evidentemente ogni volta che qualcuno cerca di avviare un dibattito sul tema delle relazioni in ambito familiare e delle violenze che possono svilupparsi in tale ambito deve essere inquadrato negli schemi voluti dalla sinistra locale e dalle associazioni di riferimento della sinistra, ma questo limita fortemente la libertà di espressione del pensiero e applica una inaccettabile censura preventiva ad ogni iniziativa non gradita all’amministrazione, limitando il dibattito e gli spunti di riflessione', conclude il consigliere Fdi.



