'Il rischio di recessione è concreto e le attuali misure come il reddito di cittadinanza e quota cento orientate alla spesa e non agli investimenti non aiutano'.
Lo ha detto l’economista Carlo Cottarelli oggi in città insieme ad altri quattro economisti di richiamo nazionale, nell’appuntamento organizzato da Via Italia e Modena Oraall’auditorium Marco Biagi, intitolato 'Prospettive di crescita per lavoro ed imprese'. Lo incontriamo prima che tutto, in sala, abbia inizio. I partecipanti registrati iniziano ad affluire. Sul palco si alterneranno anche gli economisti Brusco, Cacciavillani e Forchielli. Nomi grossi. E lui, Cottarelli, è consapevole di essere un nome e si presta volentieri alle domande.
Non è passato tanto tempo dall'ultima volta a Modena, ma le cose sono cambiate. In meglio o peggio?
Cottarelli sorride: 'Si sarà riferito al lungo periodo'.
Oggi che cosa la preoccupa?
'Che si crei una situazione difficile da gestire come quella del 2011. Quando peggiorano i conti pubblici, aumenta il rapporto tra debito pubblico e PIL, lo spread incomincia a crescere ci si trova in una situazione in cui non si sa più cosa fare. Devo aumentare le tasse o tagliare la spesa provocando un peggioramento nell'immediato'
Lei, da Modena, alcuni mesi fa, prima della formazione dell'attuale governo, aveva affermato che le riforme avrebbero dovuto comunque garantire la riduzione del debito pubblico. Ieri i dati hanno confermato che non è così ed il dato, anzi, è volato a livelli mai registrati prima. Misure come il 'reddito di cittadinanza' e 'quota cento' come si inseriscono in questa situazione?
'Visto che sono misure che finanziano la spesa e non gli investimenti certamente non aiutano a frenare la crescita del debito pubblico. Ma credo che per il 2019, per l'introduzione in questo anno ed in questa manovra di alcune misure specifiche, la situazione rimarrà ancora sotto controllo.
Cosa bisognerebbe fare per recuperarla?
'Bisognerebbe modificare la riforma per ridurre i costi di produzione dell'impresa italiana; una riforma della burocrazia perché le imprese italiane hanno costi della burocrazia molto più alti dei colleghi europei. Anche nel campo della giustizia civile. Se in Italia ci vogliono sette anni per portare a termine una causa, in Germania ne sono necessari solo due. Dobbiamo ragionare solo su riforme che ridiano slancio all'economia'
La preoccupa la situazione delle banche e dei crediti deteriorati?
'La situazione così come viene rappresentata ora è esagerata. Tra l'altro, in termini di sofferenze bancarie, il nostro Paese non starebbe male rispetto ai partner europei.
Gi.Ga.



