'E’ ormai oltre un mese che le scuole hanno riaperto e i nodi critici sul trasporto pubblico locale e sulla sicurezza degli operatori a bordo ancora non sono stati risolti, nonostante fossero stati denunciati da parte delle sigle sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e Ugl Autoferro, prima ancora della cosiddetta ripartenza. Per richiedere un’attenzione ancora più forte a questi temi, per richiedere cambiamenti sostanziali e una modifica degli orari di accesso alle scuole che permetta di differenziare il servizio e le corse attualmente previste evitando impropri assembramenti, dopo aver percorso tutte le fasi di raffreddamento previste per legge, le organizzazioni sindacali non hanno potuto fare altro che dichiarare lo sciopero in Seta, così come per gli altri operatori del Trasporto pubblico locale, nella giornata del prossimo 13 novembre 2020'. Così in una nota Cgil, Cisl, Uil e Ugl Modena.
'Bene certamente le notizie che provengono dal presidente della Regione che giusto la settimana scorsa ha annunciato a livello regionale l’arrivo di 120 nuovi mezzi, grazie al soccorso dei privati. Ma se pensiamo che prima dell’inizio dell’anno scolastico si stimava una necessità di 130-140 mezzi aggiuntivi solo per la provincia di Modena, si capisce bene che l’intervento, pur positivo, della Regione, non potrà certamente essere risolutivo.
Le ragioni, di queste carenze sono certamente storiche, come ricordato anche dal presidente della Provincia Tomei che, in più occasioni nell’ultimo periodo ha ricordato le disparità storiche sulla quantità di contributi destinata a Seta da parte della Regione stessa e che ha causato, come noto, la povertà e la vetustà del parco mezzi aziendale, la mancanza di capacità di investimento dell’azienda stessa, carenze nel servizio e condizioni differenti in termini economici e normativi per il personale viaggiante e per i cosiddetti nuovi assunti (che poi nuovi assunti ormai non sono più visto che Seta esiste ormai da 8 anni) - continuano i sindacati -. Su questa situazione, già fortemente deficitaria, si è innestata, come una tempesta perfetta la pandemia dovuta al Covid-19. Le immagini dei mezzi del Trasporto Pubblico sovraccarichi sono negli occhi di tutti. La capienza mantenuta all’80% del massimo consentito sul libretto di circolazione è e rimane, a parere dei sindacati, una grave fonte di rischio di contagio, scientemente non risolta. La discussione in atto con le scuole, infine, non sta agevolando perché, ad oggi, ancora non c’è stata disponibilità a recepire la possibilità di modificare gli orari di accesso consentendo di spalmare le corse e non concentrarle solo in alcune fasce concentrando così gli afflussi dell’utenza, soprattutto fatta di studenti.


