Solo pochi giorni fa abbiamo effettuato un sopralluogo all'interno della struttura, incontrando personale penitenziario, operatori e persone detenute. Quella visita ci aveva restituito il quadro di una realtà profondamente compromessa: sovraffollamento cronico, carenza di organici, condizioni strutturali inadeguate, insufficienza degli educatori, difficoltà crescenti nella gestione quotidiana della popolazione detenuta. Un contesto che avevamo definito insostenibile e che oggi, alla luce dell'ennesima perdita di una vita umana, appare ancora più drammatico'.
Così la responsabile legalità della Federazione del Partito Democratico di Modena Rossella Caci e i parlamentari modenesi Enza Rando, Stefano Vaccari e Maria Cecilia dopo la notizia, purtroppo l'ultima di una lunga serie, relativa alla morte di un detenuto probabilmente per cause volontarie.
'Quanto accaduto - proseguono parlamentari e referenti del Partito Democratico - non può essere considerato un fatto isolato, ma il sintomo di una crisi sistemica che riguarda il Sant'Anna e, più in generale, il sistema penitenziario italiano. Quando una persona muore in carcere a poche settimane dal termine della pena, lo Stato è chiamato a interrogarsi sul proprio operato e sulle proprie responsabilità. Da mesi denunciamo condizioni incompatibili con la funzione costituzionale della pena. Il sovraffollamento continua ad aumentare, gli istituti penitenziari operano in costante emergenza, il personale è lasciato solo ad affrontare situazioni sempre più complesse e le risorse destinate alla salute mentale e all'assistenza risultano largamente insufficienti. Nonostante i ripetuti allarmi provenienti dai territori, dalle associazioni, dai garanti dei detenuti e dagli stessi operatori, il Governo continua a voltarsi dall'altra parte'.
'Non si tratta più soltanto di inefficienza o ritardi amministrativi, ma della pressoché totale assenza di risposte concrete di fronte a una situazione nota e denunciata da tempo, che chiama direttamente in causa la responsabilità dell'esecutivo. Ogni morte che avviene in un contesto di emergenza permanente rappresenta il fallimento di uno Stato che avrebbe il dovere di garantire sicurezza, dignità e tutela della vita. Il Sant'Anna continua a essere escluso dagli interventi strutturali di cui avrebbe urgente bisogno, mentre il Governo preferisce alimentare una propaganda securitaria che nulla ha a che vedere con la soluzione dei problemi reali delle carceri italiane.


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