Un percorso che ha portato il territorio a presentare parametri medi già superiori a quelli richiesti a livello nazionale. In altre parole, la Regione aveva già fatto, con la stessa logica oggi contestata, gran parte del lavoro, prima dell’arrivo dell’algoritmo ministeriale di cui ora contesta risultati e metodo.Se si osservano i numeri, la portata del dimensionamento in Emilia‑Romagna appare molto più contenuta di quanto suggerito e immaginabile dal livello e dai toni del dibattito politico. La vera partita non riguarda la quantità degli accorpamenti, ma il principio relativo a chi decide la geografia scolastica del territorio.
Eppure, sul piano dei dati, la “forzatura” del commissario incide su 11 autonomie rispetto alle 535 totali. Un numero che, da solo, servirebbe a ridimensionare l’intera polemica che invece rimane.
Maggioranza regionale: 'Scuola, commissariamento ingiusto e politico.
'Il Governo vuole imporre all’Emilia-Romagna una riorganizzazione e accorpamento della rete scolastica pubblica nonostante la Regione presenti dati pienamente in linea, e addirittura superiori, ai parametri ministeriali. Verrebbero riuniti sotto dirigenze uniche plessi scolastici anche molto distanti tra loro. È una scelta ingiusta, priva di trasparenza e con conseguenze pesanti sulla qualità del sistema scolastico'. Lo dichiarano i capigruppo della maggioranza regionale Paolo Calvano (PD), Simona Larghetti (AVS), Lorenzo Casadei (M5S) e Vincenzo Paldino (Lista Civici con de Pascale) commentando il commissariamento deciso dal Consiglio dei ministri sul dimensionamento della rete scolastica. 'A fronte di un parametro nazionale fissato a 938 studenti per istituzione scolastica l’Emilia-Romagna registra una media di 994 alunni. I numeri direbbero che dovremmo avere più dirigenti scolastici, non meno – sottolineano i capigruppo –. Eppure il Governo impone un ulteriore taglio di 17 autonomie, portandole da 532 a 515, deciso senza un vero confronto istituzionale con la nostra Regione'.'Altro che incapacità amministrativa – proseguono–. La Regione ha sempre agito nel pieno rispetto della leale collaborazione, chiedendo semplicemente l’applicazione coerente dei criteri nazionali.
La maggioranza esprime pieno sostegno al presidente Michele de Pascale e all’assessora Isabella Conti: 'Siamo al loro fianco nella difesa della scuola pubblica e dell’autonomia scolastica. Per questo stiamo predisponendo una risoluzione a supporto della Giunta regionale per ribadire con forza la contrarietà a un provvedimento che colpisce una Regione virtuosa e penalizza studenti, famiglie e personale scolastico'.'Qui non è in discussione un atto tecnico ma una scelta politica che rischia di assegnare a pochi dirigenti plessi scolastici troppi ampi, con sedi molto distanti tra di loro, penalizzando le aree montane e interne, dove ragazze e ragazzi diventano numeri e non persone. Difendere la scuola pubblica non è una battaglia amministrativa: è una scelta di equità, coesione sociale e futuro per il Paese', concludono.

