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Dimensionamento scolastico: Regione già d'accordo su 6 autonomie da tagliare, la polemica si sgonfia sui numeri e rimane politica

Dimensionamento scolastico: Regione già d'accordo su 6 autonomie da tagliare, la polemica si sgonfia sui numeri e rimane politica

Rimarrebbero 11 su 535 in tutta la regione le autonomie sulle quali inciderebbe l'azione del commissario imposto dal governo. Ma le forze di maggioranza insistono: 'Provvedimento ingiusto, il governo impone tagli a una regione virtuosa'


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Una polemica più politica che numerica quella che vede principalmente Regione e CGIL scuola contro la decisione del governo di commissariare l'Emilia-Romagna per non avere raggiunto Il numero degli accorpamenti di autonomie previste dal Ministero dell’Istruzione nel rispetto degli indicatori PNRR.A chiarirlo, indirettamente, sono state questa mattina le parole del presidente della Regione, Michele De Pascale, presente a Modena alla inaugurazione del Centro per l'impiego, rispondendo alle domande dei giornalisti sull'argomento. De Pascale ha spiegato che, “nella logica della collaborazione tra Stato e Regioni”, l’Emilia‑Romagna aveva già individuato 6 autonomie da accorpare, frutto di un percorso condiviso con i territori e coerente con la programmazione regionale degli ultimi anni. Non sufficiente a soddisfare quelle 17 richieste e calcolate sulla base dell'algoritmo ministeriale per l'Emilia-Romagna. Diciassette su 535 autonomie presenti. Che diventerebbero 11 nel momento in cui vengono tolte quelle sei già proposte dalla Regione.A questo punto la “forzatura” del commissario ad acta riguarderebbe solo 11 autonomie, una frazione ancora più marginale, intorno al 2% del totale. Uno scenario che ridimensiona, insieme a numeri comunque già ridotti, anche la discussione e la polemica politica.
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Posto che il commissario tenga in considerazione le 6 proposte di ridimensionamento già individuate dalla Regione, la sua azione andrebbe di fatto a forzare e a decidere su 11 autonomie, circa il 2% del totale. Ma non c'è solo quello a ridimensionare il merito della discussione, anzi c'è un elemento che rende la stessa quasi contradditoria, almeno sotto l'aspetto politico.L’Emilia‑Romagna è una delle regioni italiane che più ha lavorato negli ultimi anni sul dimensionamento, puntando sulla creazione di istituti comprensivi e sulla riduzione delle micro‑autonomie.
Un percorso che ha portato il territorio a presentare parametri medi già superiori a quelli richiesti a livello nazionale. In altre parole, la Regione aveva già fatto, con la stessa logica oggi contestata, gran parte del lavoro, prima dell’arrivo dell’algoritmo ministeriale di cui ora contesta risultati e metodo.Se si osservano i numeri, la portata del dimensionamento in Emilia‑Romagna appare molto più contenuta di quanto suggerito e immaginabile dal livello e dai toni del dibattito politico. La vera partita non riguarda la quantità degli accorpamenti, ma il principio relativo a chi decide la geografia scolastica del territorio.
Eppure, sul piano dei dati, la “forzatura” del commissario incide su 11 autonomie rispetto alle 535 totali. Un numero che, da solo, servirebbe a ridimensionare l’intera polemica che invece rimane.
 

Maggioranza regionale: 'Scuola, commissariamento ingiusto e politico.
Il Governo impone tagli a una Regione virtuosa'

 

'Il Governo vuole imporre all’Emilia-Romagna una riorganizzazione e accorpamento della rete scolastica pubblica nonostante la Regione presenti dati pienamente in linea, e addirittura superiori, ai parametri ministeriali. Verrebbero riuniti sotto dirigenze uniche plessi scolastici anche molto distanti tra loro. È una scelta ingiusta, priva di trasparenza e con conseguenze pesanti sulla qualità del sistema scolastico'. Lo dichiarano i capigruppo della maggioranza regionale Paolo Calvano (PD), Simona Larghetti (AVS), Lorenzo Casadei (M5S) e Vincenzo Paldino (Lista Civici con de Pascale) commentando il commissariamento deciso dal Consiglio dei ministri sul dimensionamento della rete scolastica. 'A fronte di un parametro nazionale fissato a 938 studenti per istituzione scolastica l’Emilia-Romagna registra una media di 994 alunni. I numeri direbbero che dovremmo avere più dirigenti scolastici, non meno – sottolineano i capigruppo –. Eppure il Governo impone un ulteriore taglio di 17 autonomie, portandole da 532 a 515, deciso senza un vero confronto istituzionale con la nostra Regione'.'Altro che incapacità amministrativa – proseguono–. La Regione ha sempre agito nel pieno rispetto della leale collaborazione, chiedendo semplicemente l’applicazione coerente dei criteri nazionali.
Commissariare una Regione che ha rispettato le regole, è un atto ingiusto e mostra l’arroganza istituzionale del Governo nei confronti delle Regioni, in spregio all’autonomia tanto decantata dal Governo stesso'.
La maggioranza esprime pieno sostegno al presidente Michele de Pascale e all’assessora Isabella Conti: 'Siamo al loro fianco nella difesa della scuola pubblica e dell’autonomia scolastica. Per questo stiamo predisponendo una risoluzione a supporto della Giunta regionale per ribadire con forza la contrarietà a un provvedimento che colpisce una Regione virtuosa e penalizza studenti, famiglie e personale scolastico'.'Qui non è in discussione un atto tecnico ma una scelta politica che rischia di assegnare a pochi dirigenti plessi scolastici troppi ampi, con sedi molto distanti tra di loro, penalizzando le aree montane e interne, dove ragazze e ragazzi diventano numeri e non persone. Difendere la scuola pubblica non è una battaglia amministrativa: è una scelta di equità, coesione sociale e futuro per il Paese', concludono.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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