Questo nell'immediato: ma per il futuro? Mattarella scade fra un anno: difficile si voti prima rischiando di consegnare il prossimo presidente a Salvini - e la tensione trasudata da Mattarella è senz'altro più legata a questo aspetto che alla crisi vera e propria. Votando nella primavera 2022, c'è tutto il tempo di fare strategie.
Conte è amato dagli italiani e potrebbe ottenere un ottimo risultato con liste proprie, togliendo molti voti ai 5 Stelle. Per restare in auge e essere spendibile come democristiano di successo, dovrebbe però capire il momento storico e accettare un ruolo importante nel governo Draghi. Lo stesso dovrebbe fare Di Maio, tagliando definitivamente con Grillo, guidando la diaspora dei 5 Stelle e lasciando a Di Battista la guida degli irriducibili. Berlusconi dovrà accettare di essere sì immortale, ma non più in grado di giocare da centravanti.
Il governo Draghi potrebbe così cementare un'alleanza fra il partito di Conte/Di Maio, il Pd e Forza Italia, mettendo le basi per un partitone europeista da contrapporre ai populisti della destra residuale e alla neo sinistra grillina. Con l'obiettivo di eleggere Draghi alla Presidenza della Repubblica e di alternare Conte, Franceschini e Dì Maio alla Presidenza del Consiglio per i successivi 5 anni. In tutto ciò Renzi sarà solo stato un regista da Oscar, e verrà ripagato con la libertà di fare conferenze milionarie, scrollandosi di dosso la magistratura e la Boschi.
Magath



