“Se l’obiettivo di Bonaccini e del Pd era quello di contrastare il precariato nelle redazioni giornalistiche dell’Emilia-Romagna, allora il bando che è stato fatto per donare 600mila euro di soldi pubblici agli editori dei giornali è totalmente da rifare. Anche perché, come è facile verificare, tra i requisiti previsti dal bando per poter incassare i finanziamenti quello che riguarda i precari e collaboratori storici di giornali, radio e tv semplicemente non esiste. Un particolare che, evidentemente, deve essere sfuggito anche all’Ordine dei giornalisti e al sindacato”. È questa la replica di Andrea Bertani, consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle, riguardo alle recenti dichiarazioni del presidente Stefano Bonaccini riguardo alle polemiche sul bando da 600mila euro che la Regione ha varato per facilitare le assunzioni di giornalisti nelle redazioni dei media emiliano-romagnoli. “Bonaccini cerca di giustificare un provvedimento scandaloso tirando in ballo la lotta al precariato che però il bando voluto da lui e dalla sua maggioranza non affronta nemmeno lontanamente – aggiunge Bertani – Tra i requisiti per ottenere i famosi 30mila euro per l’assunzione di ogni giornalista, infatti, gli editori hanno come unico vincolo quello di assumere dei giornalisti iscritti all’albo nazionale dei giornalisti. Non è stato previsto nessun incentivo per chi decide di stabilizzare personale che magari da anni va avanti a suon di contratti a termine o peggio viene pagato 5 euro ad articolo. Con il risultato che magari gli editori, proprio per spendere di meno e quindi sfruttare al massimo il regalo della Regione, saranno liberi di assumere chi vogliono prescindendo dall’anzianità o dagli anni di collaborazione al proprio giornale o tv. Ecco perché – conclude Andrea Bertani – quello di far credere che questo provvedimento sia motivato da una qualche esigenza reale è totalmente fuori luogo e rappresenta l’ennesimo tentativo di arrampicarsi sugli specchi da parte del PD che ha come unico obiettivo quello di tenersi buona la stampa in vista delle prossime elezioni regionali. Altro che lotta al precariato”.
'Editoria, il bando della regione è l'ennesima bufala di Bonaccini'
Andrea Bertani, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, replica ad affermazioni di Bonaccini sui contributi regalati agli editori per assumere giornalisti
“Se l’obiettivo di Bonaccini e del Pd era quello di contrastare il precariato nelle redazioni giornalistiche dell’Emilia-Romagna, allora il bando che è stato fatto per donare 600mila euro di soldi pubblici agli editori dei giornali è totalmente da rifare. Anche perché, come è facile verificare, tra i requisiti previsti dal bando per poter incassare i finanziamenti quello che riguarda i precari e collaboratori storici di giornali, radio e tv semplicemente non esiste. Un particolare che, evidentemente, deve essere sfuggito anche all’Ordine dei giornalisti e al sindacato”. È questa la replica di Andrea Bertani, consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle, riguardo alle recenti dichiarazioni del presidente Stefano Bonaccini riguardo alle polemiche sul bando da 600mila euro che la Regione ha varato per facilitare le assunzioni di giornalisti nelle redazioni dei media emiliano-romagnoli. “Bonaccini cerca di giustificare un provvedimento scandaloso tirando in ballo la lotta al precariato che però il bando voluto da lui e dalla sua maggioranza non affronta nemmeno lontanamente – aggiunge Bertani – Tra i requisiti per ottenere i famosi 30mila euro per l’assunzione di ogni giornalista, infatti, gli editori hanno come unico vincolo quello di assumere dei giornalisti iscritti all’albo nazionale dei giornalisti. Non è stato previsto nessun incentivo per chi decide di stabilizzare personale che magari da anni va avanti a suon di contratti a termine o peggio viene pagato 5 euro ad articolo. Con il risultato che magari gli editori, proprio per spendere di meno e quindi sfruttare al massimo il regalo della Regione, saranno liberi di assumere chi vogliono prescindendo dall’anzianità o dagli anni di collaborazione al proprio giornale o tv. Ecco perché – conclude Andrea Bertani – quello di far credere che questo provvedimento sia motivato da una qualche esigenza reale è totalmente fuori luogo e rappresenta l’ennesimo tentativo di arrampicarsi sugli specchi da parte del PD che ha come unico obiettivo quello di tenersi buona la stampa in vista delle prossime elezioni regionali. Altro che lotta al precariato”.
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