'La lettura dello statuto e delle allegate le linee guida del progetto, ci restituisce una visione molto confusa e senza quel tratto identitario che dovrebbe caratterizzare interventi che riguardano luoghi storici. La storia è solo un pretesto per catapultarsi verso l’ignoto fluido - afferma Rossini -. Del resto la stessa denominazione “Fondazione Ago Modena Fabbriche culturali” che fa sparire S.Agostino è segno evidente della perdita di qualsiasi identità. Sarebbe stato a nostro parere molto più attraente radicarsi con chiarezza nel tratto culturale delle origini utilizzando ad esempio “Fondazione Centro Culturale Sant’Agostino”. C’è un precedente simile a Siena dove il Museo Santa Maria della Scala richiama nella sua stessa denominazione la sua origine e la sua storica funzione'.
'Sant’Agostino, è colonna portante del pensiero occidentale; ha sistematizzato anche sotto il profilo filosofico il pensiero cristiano per il quale la virtù che sintetizza tutte le altre, sia quelle teologali che quelle cardinali, è la carità. E tale virtù ha ispirato la nascita dei primi luoghi di ricovero dei pellegrini, dei poveri e degli infermi voluta dal concilio di Nicea del 325 che ne aveva prescritto la costruzione in ogni città. Da questo veniamo noi e da questo elemento culturale è nato l’ospedale Sant’Agostino. Il riconoscimento di queste profonde radici è fondamentale, viceversa la vacuità del progetto presentato emerge nello stesso pre-preambolo nel quale si afferma che la 'Fondazione AGO, ispirandosi ad una cultura rispettosa della differenza di genere, riconosce la necessità di indicare anche nel linguaggio la presenza di entrambi i sessi nei propri organi statutari. Si segnala, dunque, che ogni carica, funzione, ruolo che sia indicato con il maschile generalizzato è da intendersi, tutte le volte, anche al femminile”. Un chiarimento a nostro avviso tutt'altro che fondamentale rispetto ai contenuti del polo culturale e alla sua storia'.



