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'Fonderie, bene la delocalizzazione ma non a Modena nord'

'Fonderie, bene la delocalizzazione ma non a Modena nord'

Il Comitato Modena Salute Ambiente: 'Ci sono già inceneritore, 3 ditte di zincatura a caldo, discariche dismesse e ditte di spedizione nazionali'


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'Prendiamo atto dell’avvio istituzionale del percorso di delocalizzazione delle Fonderie cooperative previsto entro il 31-01-2022. Per quanto concerne la chiusura il nostro commento semplice è un 'era ora'. Perché, purtroppo, l'Amministrazione ha atteso la lotta dei cittadini, prima non creduti, poi finalmente ammessi al tavolo che conta per ammettere che gli odori ci sono e come far eseguire alla Fonderia alcuni lavori di mitigazione, tutt’ora comunque ancora da eseguire. Senza ascoltare, ad esempio, i ben precisi messaggi di molti anni fa della Asl a non costruire nei dintorni. Per quanto riguarda la nuova localizzazione, anticipazioni di stampa indicano la “solita” Modena Nord. Su questa ipotesi, se confermata, riportiamo alcuni punti di dissenso da parte dei cittadini della zona'. Così in una nota il Comitato Modena Salute Ambiente (nella foto Sandra Poppi).

'Aumenterebbe in modo importante il carico inquinante in atmosfera in un ambiente già più che saturo, vista la presenza nelle immediate vicinanze: dell’inceneritore, di 3 ditte di zincatura a caldo, delle discariche che per quanto dismesse non sono esattamente colline in fiore, di importanti ditte di spedizioni nazionale, cui si è aggiunge la costruenda sede della GLS e il relativo aumento di traffico veicolare pesante, la sede del centro operativo postale e relativi mezzi, l'alta velocità, la tangenziale, la sede del parco autobus di SETA, con almeno il 60% dei mezzi ancora euro 2 e 3.

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Non solo: si perderebbe ogni speranza di miglioramento della qualità dell’aria oltre che della riqualificazione della città, un percorso faticosamente avviato una ventina di anni fa con la chiusura delle locali Fonderie Corni, delle Acciaierie e Ferriere, che uscite dalla porta ora rientrano dalla finestra - afferma il Comitato -. Detto questo, in generale, nella programmazione del territorio, se ancora c'è dopo l'approvazione della Legge regionale sull'urbanistica, non può valere la regola del “fatti più in là”, tenendo presente comunque che siamo tutti di fatto sotto lo stesso ombrello nella Pianura padana, senza un filo d'aria, che quindi resta l'area più inquinata d'Europa e a rischio per la salute. Abbiamo già chiesto un appuntamento al sindaco per capire meglio l'andamento delle cose, per capire se sia realmente necessario costruire una nuova fonderia ovvero chiedere di fare valutazioni o investimenti diversi. Per ribadire che il ruolo del sindaco è quello di garante della salute di tutti i suoi cittadini. Oltre che per capire se esista ancora una programmazione della città e la volontà vera di recuperare la Modena a Nord della ferrovia.
Quella così denominata “Modena Futura” dal nostro ex assessore'.

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