A tre anni dal primo ‘global strike’ lanciato da Greta Thunberg, ricordano gli attivisti, le cose sono molto cambiate. “È scoppiata una guerra in Europa dopo due anni di pandemia da cui non abbiamo fatto altro che illuderci che ne saremmo usciti migliorati, perchè eravamo tutti sulla stessa barca - grida una portavoce di Fff al megafono - ma la verità è che alcuni di noi erano sulla zattera e altri sullo yacht, e stanno completamente ignorando la burrasca che è di fronte a noi”. Infatti, “abbiamo gestito la crisi climatica e quella pandemica come se fossero distinte, quando sappiamo benissimo che sono una la figlia dell’altro, e ora siamo in quella che potrebbe benissimo essere definita una distopia, con una guerra in cui il combustibile fossile come il metano è al centro”. Per questo con la protesta di oggi “vogliamo rimettere al centro le persone e non i profitti”. Ma oltre alle questioni globali gli attivisti mettono in guardia anche sulle politiche locali: al centro delle critiche c’è il Passante di mezzo, bocciato senza se e senza ma.
“Purtroppo non è il passaggio per la Terra degli Hobbit - ironizzano citando Tolkien - ma qualcosa di molto peggio. È la garanzia che la nostra Bologna non potrà mai liberarsi di tutto lo smog e Co2, e i problemi respiratori che abbiamo già”. E nel mirino c’è l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Matteo Lepore. “Il Comune continua a spingere per opere altamente inquinanti. Il Passante di mezzo è funzionale alla crescita dei veicoli che attraversano la periferia bolognese. Auto e camion che significano soltanto più smog, tumori collegati, emissioni, disastri climatici annessi”.



