“Sconcertante appare la difesa ad oltranza di tale provvedimento voluto dal governo Draghi da parte del capogruppo del Partito Democratico - secondo il quale gli studenti non vaccinati non debbono accedere ai mezzi pubblici per non rischiare di contagiare i soggetti più vulnerabili quali gli anziani - ed è la riprova, a maggior ragione dopo la risposta dell’assessore appartenente alla sua stessa maggioranza, che le misure governative non hanno ragioni di carattere sanitario ma politiche, per indurre con uno squallido ricatto gli incerti o i riottosi a vaccinarsi. Tuttavia così si rischia di far crescere le divisioni sociali dovute all’emergenza sanitaria ed economica e di innescare un vero e proprio conflitto sociale”.
“Al di là delle posizioni “ideologiche” ci vogliono scelte di buon senso quali ad esempio quelle suggerite dal Coordinamento dei Presidenti di Consiglio di Istituto della Regione Emilia Romagna con una lettera del 3 dicembre scorso indirizzata al Presidente del Consiglio, al Ministro dell’Istruzione e al Ministro della Salute, nella quale si è giustamente sottolineato che gli studenti di età superiore ai 12 anni, pur essendo soggetti alla campagna vaccinale, non rientrano nella categoria degli obbligati al vaccino e ciò perché il governo ha scelto in linea teorica di garantire il diritto allo studio di ogni singolo studente nel territorio nazionale, indipendentemente dalle valutazioni sanitarie delle famiglie: se davvero si volesse evitare la diffusione dei contagi basterebbero quindi misure semplici quali l’obbligo di indossare una mascherina tipo FFP2 per gli studenti non vaccinati nell’utilizzo dei mezzi pubblici - aggiungono i due consiglieri -.



