Mettere qualcuno con le spalle al muro, senza via di uscita, è estremamente pericoloso per tutti. La rivolta carceraria di ieri a Modena ne è l’ennesima prova. In un carcere da decenni sovraffollato, in un momento in cui stare lontani almeno 1 metro dagli altri è giustamente presentato come un salva vita, le micro celle del S.Anna dove stanno anche 3 detenuti in pochi metri quadri hanno fatto esplodere la rabbia e la paura.
Perché è vero che se sei in carcere il tuo senso civico è sicuramente molto danneggiato, ma la sopravvivenza va garantita. Pretendere il sacrificio di non avere i colloqui coi familiari poteva passare solo se allo stesso tempo si garantiva il diritto alla salute all’interno della struttura e questo con numeri di incarcerati anche oltre il 50% al disopra del massimo ammissibile, non è stato possibile. Così ora paghiamo tutti. Il personale penitenziario, i detenuti morti, il carcere di Campobasso, per ora zona a rischio contenuto Covid-19 dove saranno trasferiti parte dei detenuti.
I Verdi hanno sempre condiviso il pensiero di Voltaire espresso nella frase “Il grado di civiltà di un Paese si misura osservando la condizione delle sue carceri” e oggi più che mai ci
Paola Aime - Verdi Modena



