Questa mattina, con la prima campanella dell'anno scolastico, il trasporto pubblico locale registra ancora l'assenza degli autobus a idrogeno a zero emissioni. I mezzi ecologici non ci sono. La loro presenza potrebbe essere tangibile alla presentazione ufficiale della nuova flotta e della stazione di rifornimento prevista per mercoledì 23 settembre, giornata che non è stato detto potrà combaciare solo con una passerella o con una effettiva messa in strada.
Fatto sta che la tabella di marcia ha accumulato mesi di ritardo rispetto agli impegni iniziali. Quando l'azienda di trasporti Seta deliberò l'acquisto di dodici autobus Solaris Urbino 12 Hydrogen, grazie a uno stanziamento di circa 6,6 milioni di euro derivanti dai fondi del PNRR, le scadenze comunicate alla cittadinanza erano ben diverse. I primi tre mezzi a celle di combustibile avrebbero dovuto entrare in servizio effettivo entro la fine del 2024, mentre i restanti nove erano attesi entro giugno 2026. La realtà odierna, al contrario, vede la flotta ancora confinata nei depositi aziendali per i passaggi burocratici finali, prolungando un'attesa che dura ormai da quasi due anni.
Il ritardo non ha riguardato soltanto la consegna dei veicoli da parte del costruttore, ma ha toccato da vicino anche la complessa filiera dell'approvvigionamento energetico. Il fulcro del progetto, rappresentato dall'infrastruttura di rifornimento della Hydrogen Valley di Modena in strada Sant'Anna, avrebbe richiesto una profonda variante tecnica in corso d'opera per poter elevare la pressione di erogazione a 700 bar. Questo potenziamento tecnologico, indispensabile per garantire un'autonomia competitiva e tempi di ricarica rapidi ai bus di ultima generazione, ha ulteriormente allungato i tempi di attivazione dell'impianto gestito in sinergia con il Gruppo Hera e Snam.
Nel frattempo, i benefici ecologici legati alla percorrenza stimata di 660.000 chilometri all'anno e al conseguente taglio di 737 tonnellate di anidride carbonica rimangono congelati.
Il ritardo di Modena emerge non solo in termini assoluti ma anche nel confronto con le altre città emiliane.
Ferrara si conferma l'apripista della regione: una flotta di 10 autobus a idrogeno (identici a quelli modenesi) è entrata in servizio regolare già dal settembre 2025, completando la transizione con un anno esatto di anticipo rispetto a Modena e registrando fin da subito decine di migliaia di chilometri percorsi.
Bologna, nonostante la complessità di un piano imponente da 127 bus e 75 milioni di euro di investimento, ha superato le criticità iniziali attivando i primi mezzi e l'infrastruttura di rifornimento a maggio 2026, rendendo la flotta operativa già prima dell'estate.


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