Finora le critiche alla giunta di Modena per gli aumenti sulla tariffa dei rifiuti e sui biglietti Seta erano giunti dalla opposizione o da associazioni di categoria vicine al centrodestra, ma la bocciatura (pur tardiva) dei sindacati uniti segna un punto di discontinuità importante.
Cgil, Cisl e Uil hanno criticato gli aumenti Tari e sul trasporto pubblico nel merito e nel metodo, sottolineando mancanza di confronto e penalizzazione delle famiglie e dei lavoratori.
Il sindaco Massimo Mezzetti davanti a questo attacco così deciso, in particolare dalla Cgil da sempre vicina al mondo di centrosinistra, non può far finta di nulla, soprattutto in prospettiva futura. Scegliere di aumentare il costo di servizi essenziali come rifiuti e trasporto pubblico ha contraddetto buonsenso e principi espressi in campagna elettorale: un controsenso rendere più cara la bolletta a fronte di un servizio per nulla incrementato e di un inceneritore tutt’altro che in dismissione. Così come ha rappresentato uno schiaffo a ogni principio di sostenibilità ambientale rincarare i biglietti che dovrebbero incentivare la mobilità sostenibile.
Ormai è fatta, ma per il sindaco che sta provando a usare un metodo diverso nella gestione della cosa pubblica e della trasparenza nei confronti dei cittadini, questo errore non deve ripetersi.
Primo obiettivo evitare gli aumenti su aspetti così delicati, magari ripensando anche alla assegnazione di appalti a senso unico in modo da realizzare vere realizzazioni di spesa. Secondo obiettivo, se davvero gli aumenti sono inevitabili, dire la verità. Anche se costa. Non nascondersi dietro a giustificazioni legate a poche manciate di euro di aumenti, ma guardare in faccia la realtà e dire chiaramente che non si è riusciti a mantenere le promesse. Meglio la verità tardiva che una bugia prolungata.Giuseppe Leonelli

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