Eppure tutti e tre rappresentano, con ruoli e sensibilità differenti, qualcosa che i partiti faticano a governare: una piazza che nasce fuori dalle segreterie, parla senza chiedere autorizzazioni e non accetta che siano i professionisti della politica a stabilire quali argomenti possano essere affrontati e quando.
Il Pd teme quella protesta perché Modena è amministrata dalla sinistra da ottant’anni e ogni contestazione spontanea mette in discussione un sistema di potere che considera la propria permanenza quasi naturale. Ma anche il centrodestra ha reagito con fastidio. Elisa Rossini, esponente di Fratelli d’Italia, ha parlato di una piazza indecorosa e di voglia di protagonismo. Sulla stessa linea sono intervenuti Andrea Mazzi e Luca Negrini.
I partiti, del resto, non temono soltanto le piazze ostili. Temono soprattutto quelle capaci di fare emergere personaggi nuovi, in grado di conquistare in poche settimane un seguito superiore a quello accumulato in anni dai dirigenti ufficiali.
Giovanni Esposito non è un uomo di destra. Ha mostrato il tatuaggio di Che Guevara, ha ricordato il proprio passato nella sinistra e ha dichiarato di non votare da quindici anni. Proprio per questo può diventare politicamente dirompente. Parla a una parte della città che non si riconosce più nel Pd, ma non intende neppure farsi arruolare automaticamente dal centrodestra. Non segue una linea di partito, non misura le parole attraverso gli uffici stampa e non deve la propria notorietà a una candidatura concordata a tavolino.
È questo che può preoccupare Fratelli d’Italia. Figure simili rischiano di scalzare i big locali, spesso selezionati attraverso meccanismi interni nei quali contano appartenenze, amicizie, parentele e fedeltà consolidate. Può saltare la fila senza anticamere.
L'avvocato Deborah De Cicco sembra essere stata l’unica, nell’ambiente di FdI, a comprendere davvero la portata politica di Esposito. Il suo incarico è professionale e ha fatto bene a rivendicarne l’assoluta autonomia.
Ha però percepito ciò che altri nel centrodestra sembrano non vedere – o fanno finta per paura: Esposito può diventare un traino politico formidabile. Non perché possieda già un progetto amministrativo o perché debba necessariamente candidarsi, ma perché incarna una rabbia autentica, comprensibile e trasversale. Una rabbia politica senza essere ideologica, capace di raggiungere anche chi da anni non vota più e non si riconosce in nessuno degli schieramenti tradizionali.
Magath

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