Articoli Politica

Il ministro Bianchi: 'Scuola, la Dad non è sinonimo di peste'

Il ministro Bianchi: 'Scuola, la Dad non è sinonimo di peste'

'Se non ci fosse stata, la scuola sarebbe stata chiusa. Abbiamo usato tutti gli strumenti che avevamo'


1 minuto di lettura

'Abbiamo situazioni difficili ma sotto controllo. In questo Paese abbiamo la straordinaria capacità di dire che andrà tutto male, mentre stiamo lavorando perché vada tutto bene. Ci saranno problemi, ma sono ottimista. Affronteremo i problemi uno alla volta. Non possiamo permetterci di essere pessimisti, andiamo avanti e ce la faremo'. Il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi è intervenuto così al convegno annuale dell'Associazione nazionale presidi (Anp), in corso questa mattina a Roma a Palazzo Poli.
'Ora la parola Dad è sinonimo di peste, ma se non ci fosse stata, la scuola sarebbe stata chiusa. Abbiamo usato tutti gli strumenti che avevamo e abbiamo imparato ad usarli - ha aggiunto Bianchi - Uno dei risultati del Pnrr è che abbiamo negoziato con il Mef la stabilità dell'organico. L'organico dell'anno scorso rimane garantito fino al 2027: anche in caduta demografica, per la prima volta abbiamo mantenuto l'organico'.
'I ragazzi che faranno la maturità quest'anno sono sulle braci da due anni. Stiamo ascoltando tutti, e insieme decideremo. Su questi temi non va fatta una battaglia di giornali, noi faremo l'interesse di ragazzi e ragazze. Che è quello di avere un percorso di scuola compiuto, in cui possano esprimersi e sentirsi in grado di ragionare su cosa è successo in questi due anni' - ha concluso in riferimento alla modalità dell'esame di Stato della scuola superiore di secondo grado.

Foto dell'autore

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Udicon

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.

Articoli Correlati