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Il mito della sicurezza stradale con gli autovelox

Il mito della sicurezza stradale con gli autovelox

In tangenziale i pochi che incappano nella sanzione sono, ritengo, o automobilisti di passaggio o qualche nostro concittadino momentaneamente 'assopito'


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Il sindaco Muzzarelli è stato chiaro e sincero parlando del nuovo autovelox: «Con le multe si può e si deve fare cassa. È corretto sanzionare chi guida troppo veloce». Come non essere d’accordo? Come non essere d’accordo sul fatto che, in questo paese dalla giustizia mancata, tutti quelli che violano le leggi debbano essere puniti (oltre che rieducati)?

Ma gli autovelox rendono più sicure le nostre strade? Su questo c’è da dubitare. Ricordiamo, solo per fare un esempio, quello posizionato sulla tangenziale all’altezza dello svincolo sulla Nonantolana. Nei primi giorni, una pioggia di multe, poi gradualmente ridotte. Basta dare anche una veloce occhiata per constatare quello che accade: auto lanciate ai 100 chilometri all’ora che, poche decine di metri prima, rallentano per poi accelerare nuovamente; più sicurezza? Ne dubito.

Ora i pochi che incappano nella sanzione, sono, ritengo, o automobilisti di passaggio o qualche nostro concittadino momentaneamente “assopito”. E la sicurezza? Dispiace notare che qualche associazione sostenga questa funzione. Ben altro sarebbe necessario. Occorrerebbe realizzare strade urbane dimensionate ad una velocità di 30 chilometri all’ora. Non autostrade che sono un vero e proprio tranello per gli automobilisti nonché un chiaro invito a spingere sull’acceleratore.

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Una vera e propria istigazione a trasgredire.

E così usiamo uno strumento improprio come l’autovelox invece di riprogettare la mobilità urbana, scaricando compiti delle amministrazioni sui cittadini. E, nel caso di viale Italia, non occorrerebbe né tanta inventiva, né tanti soldi; basterebbe solo eliminare una corsia per ogni senso di marcia e, magari, costruire una rotatoria al posto dei semafori. E’ quello che fanno tutte le città sostenibili d’Europa, ma Modena no; si potrebbe, ma non si vuole.

Via Morane e l'attraversamento pericoloso

Nei giorni scorsi, dopo il decesso di un ragazzo poco tempo fa, vi è stato un altro grave incidente stradale in un attraversamento di via Morane al termine di una ciclabile. Si metterà anche lì un autovelox o, finalmente, si realizzerà il necessario restringimento di carreggiata, unica soluzione per consentire a pedoni e ciclisti di arrivare dall’altra parte della strada vivi?

Franco Fondriest

Nelle foto: scivoli con pozzanghera appena realizzati in via Emilia ovest (ottavo campale)

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